Robert Downey Jr.: da “Charlot” a “Iron Man” Quando nel 1992 Robert Downey Jr ottenne la nomination all’Oscar con l’interpretazione di Charlie Chaplin nel film “Charlot”, aveva già vestito i panni di molti personaggi (tra i quali anche quello di un tossicodipendente in “Al di là di tutti i limiti”) ed era conosciuto dal grande pubblico per le sue doti artistiche. Tuttavia nessun personaggio gli era entrato nelle vene come Chaplin. Lo ha dichiarato l’attore stesso nel corso di un’intervista al settimanale “Grazia”, in edicola da domani. Ed è proprio dalla fine delle riprese del film dedicato al grande artista che per Robert sono iniziati i problemi legati alla droga e all’alcol. Solo e senza nulla da fare, Robert, rimasto in Svizzera, dove sono state realizzate alcune scene di “Charlot”, era quasi sempre ubriaco, proprio nel momento in cui sarebbe arrivato il vero riconoscimento per le sue capacità attoriali. Oggi a distanza di tempo – dopo una serie di arresti e qualche incidente pubblico – ben diverso è il suo atteggiamento nei confronti di se stesso e del lavoro. La sua prorompente vitalità è ben visibile nelle sue parole a proposito del provino di “Iron Man”: “I provini sono la mia specialità – afferma - non era assolutamente possibile che un altro attore al mondo fosse in grado di girare le scene così bene come me. Nessuno sarebbe mai così pazzo da passare tanto tempo a studiare le battute". L’impegno e la tenacia lo hanno premiato, “Iron Man” è campione d’incassi in USA e anche in Italia e Robert Downey Jr, oltre ad avere una simpatia fuori dal comune, in quest’ultimo ruolo è convincente e affascinante più che mai.
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