
In seguito alla priezione stampa di “Rendition – Detenzione Illegale” si è tenuta una discussione di grande interesse sull’argomento trattato nel film. Tra gli interventi di rilievo Piera DeTassis (direttore di CIAK), ha posto domande interessanti, concentrando l’attenzione sulla fragilità di un tema del genere in un film Hollywoodiano. Claudio Fava (europarlamentare), ha fatto luce sulla questione dell’imbarazzo parlamentare nei confronti delle
rendition. Imbarazzo determinato dalla non volontà di far proseguire inchieste in merito e soprattutto si è esposto criticamente verso tutti coloro che avrebbero potuto evitare tante
rendition con un minimo impegno. Giusy D’Alconzo (ricercatrice di Amnesty International) ha definito l’impegno dell’Europa come un “partnership” in un crimine: la sua indifferenza è dannosa a tutti. Dal settembre 2001 infatti la sicurezza nazionale, che doveva aumentare e garantire serenità ha vacillato e sembra che la situazione sia peggiorata rispetto ad allora. Armando Spataro, (Procuratore della Repubblica Aggiunto di Milano e Coordinatore del Dipartimento Antiterrorismo, pubblico ministero nelle indagini e nel processo sul rapimento di Abu Omar) si è soffermato sulla problematica che il film accenna solamente, per questioni tecniche e di sceneggiatura, del rientro, nei loro paesi, di coloro che sono stati detenuti. Il non aver effettuato alcun processo, questione fuori dai diritti umani, ha segnato irrimediabilmente la vita dei detenuti. Senza processo non sono classificati come terroristi, ma nemmeno possono essere scagionati come innocenti. I loro paesi, per questo, non li accettano più. Il film di Gavin Hood ha sollevato un polverone doloroso. Ci si aspetta che tutti ne parlino e che tutti riflettano sul grande problema del mondo: l’indifferenza.
Jacopo Lubich