Rembrandt’s j’accuse
Regia: Peter Greenaway - Genere: Documentario, colore, 86 - Produzione: Paesi Bassi 2008
Peter Greenaway esplora uno dei lavori più noti di Rembrandt, “La guardia di notte”, osservando, uno ad uno, ben trenta diversi elementi della tela e sostenendo in questo docufilm che nell’opera viene rivelato lo schema di un assassinio che, negli anni successivi, segnò la rovina dell’artista. Ovviamente, ogni dettaglio è rappresentato dagli attori e rivissuto, mentre gli indizi si fanno più evidenti. Il risultato è uno studio vero e proprio del quadro, approfondito e amato dal regista che, peraltro, è stato anche studente d’arte e pittore, e si diverte qui a fare la parte dell’investigatore, con una colonna sonora degna di Hitchcock. L’arte, dunque, può avere risvolti oscuri e terribili, che citano anche “Caravaggio” di Derek Jarman e il precedente lavoro di Greenaway “Il Cuoco, il Ladro, Sua Moglie e il Suo Amante”. La forma del documentario viene forse messa in secondo piano, in molte parti della pellicola, ma il regista si muove con assoluta abilità nel territorio che già aveva esplorato con “Nightwatching”, in cui narrava di come Rembrandt aveva dipinto lo stesso quadro che è al centro di ques’opera più recente. Non è necessario essere critici, né pittori, per apprezzare questo documentario che probabilmente, per la sua profondità, rimarrà relegato a pochi cinema d’essai: Greenaway fa di tutto per far calare nella storia anche chi d’arte è completamente digiuno, narrando con abilità il contesto storico e i personaggi, e ci riesce appieno.
Claudia Resta
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