Raymond Griffith – Biografia
Sconosciuto dal pubblico più giovane Raymond Griffith è stato uno degli attori più talentuosi e innovativi che il cinema abbia mai avuto, nonché produttore intuitivo e di successo
(La Grange, 23 gennaio 1875 – Los Angeles, 23 luglio 1948)
Raymond Griffith nasce il 23 gennaio del 1895 a Boston, Massachusetts. I suoi genitori, James Henry Griffith e Mary Guichard, erano entrambi attori, così come suo nonno, Gerald Griffith, e il suo bisnonno, Thomas Griffith.
Data la famiglia da cui proviene Raymond debutta sul palcoscenico a soli quindici mesi.
Da bambino è colpito da una grave forma di difterite respiratoria, che danneggia in modo permanente le sue corde vocali, e come non bastasse, durante un’esibizione teatrale perde completamente la voce.
Il recupero è lento e non completo, negli anni Raymond riacquista l’uso di una voce che può a ragione definirsi un sussurro. Questo lo demoralizza e lo convince ad abbandonare il palcoscenico. Si unisce ad un circo e in seguito si dedica alla danza, insegnando a New York, al Grand Central Palace.
Nel 1910, quindicenne, si arruola in Marina, probabilmente mentendo sulla sua data di nascita, in quanto troppo giovane. Lasciata la divisa lavora come comparsa, per poi lavorare dal 1916 per Mack Sennett. A causa dei suoi problemi vocali non viene richiamato per la Prima Guerra Mondiale, continuando la sua collaborazione con Sennett fino al 1921, anno in cui inizia a collaborare con Marshall Neilan, che lo stimola a riprendere la recitazione.
In seguito è ingaggiato dalla Goldwyn Pictures, per la quale, tra il 1923 e il 1924 recita in varie pellicole: “Il giorno della Fede” con Eleanor Boardman e Tyrone Power senior, “The White Tiger” con Priscilla Dean e Wallace Beery, “Luci Rosse”, “Nellie, the Beautiful Cloak Model”, con Hobart Bosworth e Mae Busch.
In questi ruoli, un mix di dramma e comicità, che a volte sfociano nella farsa, l’attore elabora uno stile personalissimo che incuriosisce la Paramount, che lo vuole nella sua scuderia.
Il primo film di Griffith per la Paramount è di Cecil B. DeMille “Scambio di mariti” (“Changing Husbands”) del 1924. Segue nel 1925 “Paths to Paradise”, per il quale ottiene tanti di quei consensi da parte della critica al punto da essere paragonato a Chaplin.
E’ del 1926 “Hands Up!”, considerata da tutti la sua miglior commedia; il critico Walter Kerr in un suo libro del 1975 “I Clown silenziosi”, parla di interpretazione audace e magistrale.
Il 1927 non gli regala soddisfazioni lavorative, tanto da rompere consensualmente il connubio con la Paramount.
L’attore inizia a pensare un po’ alla sua vita personale, sposando l’otto gennaio del 1928 la collega Bertha Mann, cerimonia alla quale segue una luna di miele in Europa di ben sei mesi. Il 1929 la felicità della coppia è funestata dalla nascita di un figlio morto, dolore mitigato negli anni dalla nascita nel 1931 di Michael e dall’adozione nel 1933 di Patricia.
L’avvento del sonoro segna la fine della sua carriera, impossibile da praticarsi per un attore con un fil di voce come lui. Eppure la sua ultima apparizione sul grande schermo, fra l’altro neppure tra gli accreditati, nel ruolo del soldato francese in “All’Ovest niente di nuovo” (1929) è considerata una delle più memorabili della storia del cinema.
Smesso di recitare si dedica abilmente e con successo alla produzione, fino all’incredibile morte, il 25 novembre del 1957, soffocato da un boccone di cibo durante una cena in un noto locale di Los Angeles, a solo 62 anni, con accanto l’amore di una vita, la moglie Bertha.
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