Rampage – Furia animale (2017)

Rampage - Furia animale - Recensione: a volte i mostri non bastano

rampage furia animale

Alcuni produttori sembrano pensare che sia sufficiente mettere insieme mostri giganti, un attore che calza bene nel ruolo "guardatemi, sono più fico degli altri", qualche banale gag comica, botte da orbi e voilà, ecco pronto un kolossal che sfonderà al botteghino. In tanti casi questi produttori hanno anche ragione, ma il film, seppur banale e con l'unico punto di forza degli effetti visivi, deve pur sempre stare sopra il livello dell'accettabilità, altrimenti ci si ritrova davanti un polpettone dallo spessore di un foglio di carta condito con qualche mostro ed edifici che crollano. E no, non parliamo di Transformers.

"Rampage - Furia animale" nasce da un videogioco di trent'anni fa, la cui "trama", se tale si può definire, era molto semplice e lineare: a causa di un esperimento, tre scienziati si ritrovano mutati in animali mostruosi e giganteschi e iniziano a distruggere le più grandi città d'America. Nel film, hanno deciso di modificare questo incipit trasformando direttamente degli animali nella versione spaventosa e aggressiva di se stessi. Ma quanti film d'azione partono da un presupposto debole e poco probabile? Quasi tutti, sfortunatamente, il che significa che non è da cercare qui il fallimento di "Rampage - Furia animale", ma nello sviluppo successivo della storia. A partire dai "cattivi", una coppia, fratello e sorella, in cui sono stati inseriti tutti gli stereotipi possibili e a cui è stata assegnata una linea d'azione sempre più improbabile e insensata, fino all'arrivo del geniale piano malefico: attirare questi mostri che nessuno riesce ad uccidere al centro di Chicago, per ottenere... non si sa bene cosa. Ah, inoltre il "Manuale del cattivo" ricorda che è bene rimanere all'interno della torre verso cui le creature sono dirette fino al loro arrivo. Istinto di sopravvivenza dei due: non pervenuto.

Rampage - Furia animale: quando il gioco si fa duro, The Rock salva il mondo

Rampage Dwayne Johnson

Tra le tante cose improbabili del film è affascinante osservare come The Rock riesca a far fuori mostri che sopravvivono persino a missili e bombe, ma d'altronde tutto il film è un palese inno alla figaggine di Dwayne Johnson, al cui confronto tutti gli altri sono miseri esseri umani secondari. Peccato: era molto meglio in "Jumanji - Benvenuti nella giungla", in cui il suo personaggio se non altro aveva quel minimo di spessore necessario a renderlo credibile e accattivante.

La sceneggiatura è talmente pietosa che persino Jeffrey Dean Morgan, l'unico che almeno tenta di recitare nel corso della pellicola, risulta scadente e inverosimile, al punto che sarebbe quasi stato preferibile assistere ad un'unica enorme battaglia tra mostri, senza costellarla di inutili dialoghi e finte interazioni umane.

La cosa che infine dà il colpo di grazia al film è la capacità di rendere scialbe le gag comiche e melensi i momenti sentimentali, così che nulla possa uscire indenne dallo scempio che è la sceneggiatura della pellicola. Non soffermiamoci sulla presunta storia d'amore tra The Rock e la sgallettata di turno, nè sull'improbabile legame tra lui e il gorilla che è, a conti fatti, un essere umano in tutto e per tutto, nè sulla solita rappresentazione dell'esercito americano di incompetenti teste dure che non vogliono ascoltare il saggio protagonista fino all'ultima scena in cui salva il mondo: dopotutto, si tratta di banalità che avevano iniziato a stufare già dieci anni fa.

Però, ehi, tutto ciò che è stato fatto al computer è venuto una bomba. Forse era il caso di fargli scrivere anche il copione, al computer: peggio di così, in fondo, non si poteva fare.

Valeria Brunori

  • Regia: Brad Peyton
  • Cast: Dwayne Johnson, Naomie Harris, Joe Manganiello, Marley Shelton, Jake Lacy, Breanne Hill, P.J. Byrne, Malin Akerman, Jack Quaid, Matt Gerald, Jeffrey Dean Morgan
  • Genere: Azione, colore
  • Durata: 115 minuti
  • Produzione: USA, 2017
  • Distribuzione: Warner Bros Italia
  • Data di uscita: 12 aprile 2018

Rampage - Furia animale - locandina italianaIl regista, sceneggiatore e produttore canadese Brad Peyton, con il lungometraggio d'azione "Rampage", ha deciso di omaggiare l'omonimo videogioco arcade nato negli anni Ottanta. Il 'platform - picchiaduro', partorito dalla geniale Midway Games nel 1986, conquistò intere generazioni con il suo format assolutamente innovativo. Nella dimensione fantastica di "Rampage" il giocatore è chiamato ad interpretare un potentissimo e temuto mostro con il quale dovrà cercare di radere al suolo alcune delle più note metropoli americane, stando bene attento a non farsi trovare con le mani nel sacco dalle forze dell'ordine. Nell'adattamento cinematografico, infatti, terrificanti creature - un gorilla, una lucertola e un lupo - metteranno in pericolo la sicurezza di alcune famose città del Nord America.

Rampage: un Kolossal in preparazione da ben otto anni

L'idea di dedicare un live action a "Rampage" frullava da tempo negli studios della Warner Bros, che già dal 2009 avevano acquisito i diritti per l'adattamento del videogioco dalla casa madre Midway Games, per l'esorbitante cifra di 33 milioni di dollari. Nel novembre del 2011 girava voce che una versione cinematografica sarebbe stata prodotta da New Line Cinema assieme con John Rickard, mentre nel 2012 Ryab Engle è stato ingaggiato come sceneggiatore per il plot del film.

Il 2015, invece, è stato l'anno in cui si è data conferma del fatto che il mitico Dwayne "The Rock"  Johnson sarebbe entrato nel cast nel ruolo di "salvatore" - ovvero colui che cercherà di difendere l'incolumità dei cittadini americani dalla ferocia dei temibili mostri - e che la star sarebbe stata diretta niente meno che da Brad Peyton, già noto al grande pubblico per la regia di alcuni divertentissimi film per famiglie come "Cani & gatti - La vendetta di Kitty" del 2010.

 

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