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Rainer Werner Fassbinder

(Bad Wörishofen, 31 maggio 1945 - Monaco di Baviera 10 giugno 1982)

Un anno prima di morire uno studente universitario chiese a Fassbinder come si vedeva da vecchio. La sua risposta fu “Non conto di arrivarci”. Infatti, il più popolare attore e regista del cosiddetto “nuovo cinema tedesco” muore a soli 37 anni, forse suicida per overdose. Il suo testamento spirituale è “Querelle de Brest” del 1982 uscito postumo e tratto dall’omonimo romanzo di Jean Genet, anche lui intellettuale maudit. Rainer Fassbinder nasce a Monaco di Baviera nel 1945, omosessuale dichiarato, tossico nella sua breve ed intensa vita lascerà il segno nel cinema europeo e tedesco con più di 40 film e molte regie teatrali. Nel 1966 gira i primi cortometraggi “Il vagabondo” e “Il piccolo caos”. L’incontro più importante della sua vita nel 1966 è con l’attrice Hannah Schygulla con cui avvia un sodalizio che durerà per tutta la vita. Dopo aver militato nel gruppo “Action- theater” e dopo la fine di quest’ultimo fonda il suo “Antiteater” e mette in scena “Il soldato americano”. Il suo primo lungometraggio “L’amore è più freddo della morte” è presentato nel 1969 al Festival di Berlino. Il 1970 è un anno d’intenso lavoro, gira per la televisione “Il caffè” e porta sul grande schermo il suo dramma “Il soldato americano”. “Il mercante delle quattro stagioni” del 1972 è la prima pellicola della sua casa di produzione “Tango film”. Nel 1971 sposa l’attrice Ingrid Caven, da cui divorzierà nel 1973, dopo aver passato la prima notte di nozze con il suo compagno Gunther Kaufmann. La sua vita privata sarà sempre turbolenta e segnata da laceranti passioni. Non a caso, nel 1971 i suoi film deviano verso il melodramma sull’onda della scoperta del regista tedesco Douglas Sirk. Le linee guida di “Secondo Amore” di quest’ultimo sono tutte nel film di Fassbinder “La paura mangia l’anima” (1973). “Le lacrime amare di Petra von Kant” del 1972, trasposizione cinematografica dell’omonima piece teatrale, segna l’inizio del cosiddetto “periodo dei melodrammi”. Petra, la protagonista sembra quasi un alter ego al femminile del regista descritto da chi l’ha conosciuto uomo dal carattere tirannico. Del resto arte e vita reale si fondono nelle sue opere. Il protagonista di “La paura mangia l’anima” (1973) è l’ex compagno Hedi Ben Salem, che finì tragicamente anche se il film dichiaratamente più autobiografico è “Il Diritto del più forte” del 1974 in cui il regista si riserva il ruolo subalterno che nelle sue relazioni dava ai suoi compagni. “Despair” del 1977 è il primo film con cast internazionale e girato in inglese. Nel 1978 Fassbinder firma uno degli episodi “Germania in autunno” sulla cupa stagione degli anni del terrorismo e dirige “Un anno con tredici lune” e il suo film più celebrato “Il matrimonio di Maria Braun”, primo capitolo di una trilogia dedicata agli anni ’50. Seguono negli anni seguenti “La terza generazione”(1979), “Lili Marleen” (1980) e “Lola” (1981). Fassbinder appare sul grande schermo per l’ultima volta nella sequenza d’apertura di “Veronika Voss” (1982) suo penultimo lavoro. La protagonista è un’attrice sul viale del tramonto degli anni ’50, cui non resta che il suicidio dopo l’ultima festa in suo onore.” Querelle de Brest” è il canto d’amore di chi sta per morire, con un’indimenticabile Jeanne Moreau, che canta che ogni uomo uccide ciò che ama.

Ivana Faranda

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