Qualcosa di troppo

Qualcosa di troppo - Recensione: piacevole commedia sullo scambio di ruoli

Audrey Dana attrice

La regista e attrice Audrey Dana in una divertente scena della commedia "Qualcosa di troppo"

Audrey Dana torna dietro alla macchina da presa dopo “11 donne a Parigi” per proporre una nuova pellicola al femminile in cui Jeanne, questo è il nome della nostra protagonista, deve vedersela con una situazione a dir poco singolare. La donna attraversa un periodo difficile, ha due figli che adora da un uomo che ha deciso di lasciarla per un’altra, e anche al lavoro non ha le soddisfazioni che vorrebbe. Come se non bastasse il giudice accorda all’ex l’affidamento congiunto dei bambini.

Avvilita, Jeanne non può fare a meno di pensare che avesse ragione il padre a ripetere continuamente “Se non hai un pisello non sei nessuno” e si addormenta in preda al panico per l’imperversare di un forte temporale, evento atmosferico che da sempre la terrorizza. Al mattino Jeanne si sveglia con qualcosa di troppo tra le gambe e l’incredibile situazione è lo spunto per la regista, che si è cucita addosso il ruolo della protagonista, per trattare di ambivalenze di genere e far ridere sui luoghi comuni che si sprecano sul tema, primo fra tutti che gli uomini ragionino solo col pene.

In “Qualcosa di troppo”, in una girandola di situazioni a dir poco assurde, la donna sembra quasi esser posseduta dal nuovo arrivato, assumendo atteggiamenti che sembrano rispondere esclusivamente ai richiami sessuali, ridicolizzando l’universo intellettivo maschile: insomma, pare che basti avere qualcosa tra le gambe per perdere il buon senso, anche se sul collo c’è una testa femminile. Ma come proseguire la vita di tutti i giorni tra lavoro, figli, ex compagno con questa novità inconfessabile di cui Jeanne parla solo col fidato ginecologo e con l’amabile vicina di casa?

Qualcosa di troppo: un film che poggia fortemente sulla bravura del cast

Qualcosa di troppo recensione

Audrey Dana è Jeanne, protagonista della singolare comedy francese "Qualcosa di troppo"

“Qualcosa di troppo” scorre via veloce e non annoia e ha il suo punto di forza nelle prove attoriali dei protagonisti, primo fra tutti il sempre bravo Christian Clavier (“Non sposate le mie figlie”, “Tutti pazzi in casa mia”), che presta il volto al Dott. Pace, regalando al pubblico un personaggio simpatico e divertente, cui sono riservate le battute migliori.

Deliziosi Alice Belaidi, l’amica vicina di casa, e il collega Eric Elmosnino, la figura forse umanamente migliore della storia, 'seppur dotato di pisello'! Bravi anche gli attori che ricoprono piccoli ruoli, peccato che la sceneggiatura non regali loro battute più pungenti, limitandosi spesso ad una disamina superficiale delle situazioni.

Forse per questo l’interpretazione che convince di meno è proprio quella della Dana che, avendo scritto la sceneggiatura a quattro mani con Maude Ameline, ha delineato per sé un personaggio piacevole ma non convincente, saltellando da un luogo comune all’altro in maniera poco efficace, drammaturgicamente parlando.

“Qualcosa di troppo” aveva tutte le carte per essere una buona commedia, ma il terreno scelto è impervio e banalizzare la questione facendo pensare che una donna dotata e ragionevole perda il senno solo per la presenza, seppur anomala, di un pene, è un po’ troppo sciocco, pure in un film leggero come questo.

Maria Grazia Bosu

  • Titolo originale: Si j'étais un homme
  • Regia: Audrey Dana
  • Cast: Audrey Dana, Christian Clavier, Eric Elmosnino, Alice Belaïdi, Jonathan Louis, Antoine Gouy, Joséphine Drai
  • Genere: Commedia, Colore
  • Durata: 95 minuti
  • Produzione: Francia, 2017
  • Distribuzione: Adler Entertainment
  • Data di uscita: 11 Maggio 2017

Qualcosa di troppo poster

"Qualcosa di troppo" è un'irriverente commedia che racconta la storia di Jeanne, una donna appena divorziata che vede i suoi figli a settimane alterne e che ha deciso di dire basta agli uomini, alle relazioni e all'amore. Nonostante i suoi buoni propositi, però, il destino le riserva una sorpresa tanto inaspettata quanto assurda: una mattina si risveglia apparentemente normale e con il suo aspetto ma con qualcosa in più proprio fra le gambe: un pene.

Questo 'dettaglio' dà, ovviamente, il via a situazioni esilaranti, buffi equivoci e tante risate. Jeanne cercherà disperatamente di risolvere la scomoda situazione, grazie all'aiuto della sua esuberante migliore amica e del suo ginecologo, che si troverà di fronte a un evento medico a dir poco singolare. La povera protagonista farà di tutto per ritornare alla sua normale vita, determinata a farcela con qualsiasi mezzo: riuscirà a far sparire quel qualcosa di troppo?

Qualcosa di troppo: una switch comedy particolare

Dopo aver esordito con "11 donne a Parigi", l'attrice Audrey Dana si cimenta in un'altra prova da regista, stavolta in una commedia ancora più folle: "Qualcosa di troppo". Il film si inserisce in maniera del tutto originale nel mondo delle switch comedy, commedie in cui un protagonista si ritrova misteriosamente nel corpo di un altro personaggio.

Quante volte abbiamo pensato di voler vivere almeno un giorno nei panni di una persona del sesso opposto? Bene, la regista francese risponde concretamente a questa domanda con il suo nuovo lavoro, fornendo anche numerosi dettagli sull'origine della sua stravagante idea. Audrey Dana ha dichiarato che in ognuno di noi ci sia una parte femminile e una maschile, tanto che ci sono uomini più femminili di molte donne e donne più virili di tanti uomini: in una società maschilista come quella in cui viviamo, cosa accadrebbe se a una donna spuntassero sul serio i famosi attributi?

Il film "Qualcosa di troppo" nasce, inoltre, da un sogno che la stessa attrice ha fatto una ventina di anni fa mentre viveva a New York: si trovava a vivere la stessa vicenda di Jean e correva dal suo dottore per risolvere il problema. La regista ha definito la sua fantasia realistica e inquietante e, dopo molto tempo, ha deciso di prenderla come spunto per il suo nuovo film, che dice essere anche una coraggiosa risposta a tutte le violente critiche maschili che le sono state mosse per "11 donne a Parigi".

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