PRESENTATO ALLA STAMPA “PAURA IN 3D” DEI FRATELLI MANETTI
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Presentato alla stampa “Paura in 3D” dei fratelli Manetti

13 / 06 / 2012

Il film, distribuito in 220 copie, è stato presentato oggi alla Casa del Cinema di Roma

Sarà distribuito da Medusa in ben 220 copie, tutte in 3D, il primo horror dei fratelli Manetti, che hanno abituato il pubblico a spaziare tra i vari generi cinematografici, pur ammettendo che, come spettatori, sono grandi appassionati di horror, con una vera e propria venerazione per Dario Argento, che ritengono “il più grande maestro dell’angoscia”.

Lo spunto per la storia vagava nella testa dei due da un po’ di anni, ma i Manetti hanno deciso di realizzare solo ora il film, non tanto per complessità tecniche, quanto per lo sforzo emotivo che comporta quel ricercare il proprio lato oscuro che questo tipo di script impone allo sceneggiatore.

La scelta del 3D è stata invece una semplice scelta di tecnologia, come a suo tempo lo è stato per altri optare per il colore, o per il sonoro. Il 3D ben si sposa col progetto, un po’ meno con il modo di riprendere veloce dei registi, ma grazie all’utilizzo di un’innovativa macchina da presa che gira in 3D in completa autonomia, senza l’utilizzo dell’abituale seconda telecamera, ogni dubbio è svanito. “Abbiamo fatto quest’esperimento, che ci sembra riuscito, con qualche fatica iniziale sul set, ma siamo soddisfatti. Abbiamo pensato al 3D più che per fare grandi effetti per dare profondità all’immagine.”

Per alcuni giornalisti il film è sembrato ricco di citazioni, ma i registi hanno affermato che di un film ciascuno ha la propria chiave di lettura. Loro non intendono mai citare un regista coscientemente, perché non stimano i citazionisti. Ovviamente essendo persone che si nutrono di cinema è stato per loro naturale permeare i propri lavori con pellicole del passato. Per la scena iniziale ad esempio si sono lasciati guidare da “Suspiria” di Dario Argento, ma in verità, tutte le volte che girano una scena, in qualsiasi loro realizzazione, la domanda che si pongono è: “Hitchcock come l’avrebbe girata?”

Delle musiche originali si è occupato Pivio, lavorando, come accade di rado, senza il suo sodale Aldo De Scalzi, presente in sala per complimentarsi con l’amico, che dopo un leggero rossore l’ha ringraziato pubblicamente con un ironico “Vaffa!”, dato l’ardore con cui Aldo si sminuiva nel confrontarsi col collega di sempre. “E’ stata una sorta di sfida perché sono 15 anni che lavoriamo insieme, è la prima volta che mi ritrovo a lavorare da solo. L’idea base per il film era quella di tenere sempre la sensazione che qualcosa di terribile stesse per accadere. Per mantenere una compenetrazione con le immagini ho scelto di utilizzare una musica che presumibilmente i protagonisti ascoltano.”

Il cast era presente al completo: il bravo Beppe Servillo, che si è preparato al ruolo del Marchese Lanzi con grande professionalità; Domenico Diele, Lorenzo Pedrotti e Claudio Di Biaggio, che interpretano i tre ragazzi che s’avventurano in una villa non sapendo cosa li attende; e Francesca Cuttica, che veste i panni di Sabrina, il personaggio forse più complesso del racconto, di nuovo al lavoro coi fratelli Manetti dopo “L’arrivo di Wang”.

Ai suoi colleghi che hanno dichiarato di essersi divertiti sul set (sottintendendo di non essersi proprio divertita) Francesca Cuttica ha risposto: “Mi fa piacere che i miei colleghi si siano divertiti. Inizialmente non sapevo nulla del film, poi col tempo ho iniziato a incuriosirmi, perché lavorare con loro è stimolante. La curiosità attoriale mi ha spinto a farmi coinvolgere, a imparare; per fortuna è un horror e la serata finisce con una risata, non è una ricostruzione autoriale, è intrattenimento.”

I Manetti hanno voluto precisare che, anche se il film ha attinto da storie di cronaca degli ultimi anni, la loro è stata una “riflessione emotiva”, che non ha sentito l’esigenza di un consulto con specialisti della psiche.

Prima dei saluti i Manetti hanno confermato il consolidarsi dell’idea di un remake americano per “L’arrivo di Wang”: “Ci hanno anche mandato idee di sviluppo di storie scritte da americani… troppo ridicole! Vorrà dire che il film l’avremo fatto meglio noi.”

Il prossimo loro lavoro sarà una commedia poliziesca, riguardo poi ad un eventuale sequel di “Paura” sorridendo: “Noi non riusciamo a fare un film senza pensare ad un sequel, però sono cazzeggi, e non andrebbero portati in conferenza stampa.”

Maria Grazia Bosu



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