Pierfrancesco Favino al Giffoni Film Festival “Perché Pierfrancesco Favino finisce sulle copertine solo quando lavora in America?”. A porre la domanda non è un giornalista, ma causticamente e con un filo di vis polemica (puntualmente smentita) è Favino stesso, che ha “bacchettato” il sistema cinema italiano affermando che “non è più difficile lavorare a Hollywood che in Italia, semmai il contrario”. Ospite ieri del Giffoni Film Festival, dove stasera sarà proiettato “Le Cronache di Narnia - Il Principe Caspian” (Favino è nel cast), l’attore romano ha tenuto a far presente che lavorare in una megaproduzione americana “è più facile per noi attori soprattutto a livello organizzativo, la produzione ti mette in condizioni di fare cose che tu nella vita non faresti mai, come restare in sella ad un cavallo per tutta la giornata e combattere con una sciabola che pesa quanto te. Quando mi sono preparato per interpretare Bartali, in bicicletta ci sono salito da solo”. Non solo critica al sistema cinema italiano, però: la partecipazione di Pierfrancesco Favino ha anche dato la possibilità all’attore di raccontare quali saranno i suoi progetti futuri. A partire dal film di Ron Howard “Angeli e Demoni”, sequel de “Il Codice Da Vinci”, in cui l’attore interpreta un camerlengo del Vaticano, ma del quale non ha potuto svelare nulla. E poi ci sarà quel “Miracolo a Sant’Anna” che Spike Lee ha voluto girare in Garfagnana, nei luoghi dove nel 1944 ebbe luogo il tristemente famoso eccidio di Sant’Anna, e che per Favino ha costituito un’esperienza meravigliosa: “E’ stato bellissimo lavorare con Spike Lee, è una persona estremamente diretta, che ti dice le cose in faccia esattamente come le pensa. Sono convinto che questo film solleverà innumerevoli polemiche, ma del resto quando si tratta un tema del genere penso sia naturale”. Il film sarà presentato a settembre al Toronto Film Festival. L’autunno caldo di Favino continuerà con l’uscita del nuovo film di Maria Sole Tognazzi, “L’uomo che ama” e con la probabile messa in onda della fiction “Pane e Libertà”, dedicata alla figura di Giuseppe Di Vittorio, “padre” del sindacato, “un uomo famoso ma allo stesso tempo poco ‘mondano’ - racconta Favino - tanto che ho dovuto documentarmi con il poco materiale video e fotografico che mi è stato messo a disposizione. E’ una figura storica che ammiro molto, Di Vittorio è passato dal lavoro di bracciante a quello di rappresentante, a Washington, di tutti i sindacati del mondo”.
g.s.
24 / 07 / 2008 diventa amico di questo sito su Facebook conoscerai gli autori del network e gli altri lettori
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