Peter O'Toole - Biografia Peter O’Toole, l’inconfondibile icona ribelle del cinema inglese degli anni Sessanta
(Connemara, 2 agosto 1932)
Peter Seamus Lorcan O’Toole nasce il 2 agosto 1932 a Connemara, in Irlanda, ma cresce nello Yorkshire inglese, a Leeds, dove la famiglia si è trasferita. Il padre è un operaio, mentre la madre è un’infermiera. Il ragazzino riceve un’educazione religiosa e subito mostra un carattere difficile, quando le suore cercano senza riuscirci di costringerlo a scrivere con la mano destra e ad abbandonare il mancinismo. Il giovane si rivela comunque brillante negli studi e in un primo momento pensa di far carriera come giornalista, ma poi si lascia affascinare dal teatro. Nel 1952 riceve una borsa di studio per la prestigiosa Royal Academy of Dramatic Art di Londra, dove frequenta i corsi insieme ai coetanei Albert Finney e Alan Bates. A partire dal 1954, O’Toole comincia a farsi le ossa in teatro, al Bristol Old Vic, comparendo anche per piccole parti al cinema e alla televisione.
Nel 1962, il regista David Lean mette in cantiere un monumentale progetto sulla vita di Lawrence d’Arabia, l’avventuriero inglese che ha partecipato alle rivolte contro gli ottomani durante la Prima Guerra Mondiale. Inizialmente il ruolo dovrebbe essere interpretato da Marlon Brando che però rifiuta, il regista decide allora di chiamare Albert Finney che però è troppo occupato e suggerisce proprio il nome dell’amico che entra nel cast al fianco di Omar Sharif. “Lawrence d’Arabia” ha un enorme successo di pubblico e critica, anche grazie alla magnetica interpretazione di O’Toole che si guadagna la prima delle sue molte nomination all’Oscar. La carriera del giovane attore è ormai lanciata: nel 1964 interpreta “Becket e il suo re”, la tragica storiadel contrasto politico fra re Enrico II e l’arcivescovo di Canterbury, successivamente “Il leone d’inverno” (1968), in cui interpreta ancora una volta Enrico II al fianco di Katharine Hepburn e Anthony Hopkins. Entrambi questi ruoli gli fruttano nomination all’Oscar, che però continua a mancare, come succede anche nel 1969 quando, al fianco di Petula Clark recita nel musical “Arrivederci, Mr. Chips”, nel quale interpreta un severo professore di latino che si innamora di una cantante di varietà.
Negli anni Settanta riceve un’ennesima nomination per il suo ruolo in “La classe dirigente” (1972), caustica satira sociale nella quale veste i panni di un aristocratico pazzo e paranoico al quale la sua posizione sociale consente di commettere ogni sorta di crimine. Nel 1975, Otto Preminger lo dirige nello spy-thriller “Operazione Rosebud” al fianco di Richard Attenborough, mentre nel 1979 interpreta un ufficiale inglese alle prese con la ribellione degli Zulu in “Zulu Dawn”. Nello stesso anno il nostro Tinto Brass lo arruola nella sconclusionata impresa di “Io, Caligola”, dove duetta con Malcom McDowell, interpretando il ruolo dell’imperatore Tiberio. Fra i molti film degli anni Ottanta e Novanta bisogna ricordare almeno la sua partecipazione a “L’ultimo imperatore” (1987) di Bernardo Bertolucci, alla commedia con spettri “High Spirits – Fantasmi da legare” (1988) di Neil Jordan e alla commedia di Lina Wertmuller “In una notte di chiaro di Luna” (1989).
Nel 2003, l’Academy concede finalmente all’attore un Oscar alla carriera, in riparazione delle ben otto nomination che non si sono mai concretizzate in un premio. Fra i film più recenti nei quali abbiamo visto all’opera O’Toole: “Troy” (2004) di Wolfgang Petersen, dove interpretava il ruolo del re Priamo e la commedia “Venus” (2006), nella quale è un anziano attore che si innamora di una ventenne.
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