Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo - Il ladro di fulmini - Conferenza stampa Si è svolta oggi presso l’Hotel Hassler di Roma la conferenza stampa del film “Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo”, presente in sala il regista della pellicola, Chris Columbus. La storia narrata nei libri scritti da Rick Riordan è stata trasposta cinematograficamente da un regista aduso a questo genere di trasposizioni. Columbus ha al suo attivo infatti film come “Harry Potter e la pietra filosofale” e “Harry Potter e la camera dei segreti”. Amante delle grandi storie che durano nei secoli, ha deciso di riadattare quello che presto diverrà il “metadone” della saga del maghetto con la cicatrice quando quest’ultima terminerà il prossimo anno con l’uscita del capitolo conclusivo. Columbus ha inoltre scelto di dirigere questo film perché era allettante l’idea di riproporre le storie legate al mondo della mitologia greca, coadiuvato inoltre dai sorprendenti effetti speciali a disposizione, cosa che si rammarica molto di non aver avuto quando girò il primo capitolo di Harry Potter. La fascinazione nei confronti della cultura greca la aiutato nel percorso produttivo. La mitologia antica funziona su due livelli, quello più narrativo e quello più dark, sfumature che si è preposto di riproporre all’interno del film creando due linguaggi visivi adatti alle diverse tipologie di spettatori. Se infatti da un lato il film può sembrare per adolescenti in realtà nasconde riferimenti che molto spesso possono essere colti solo dagli adulti. Ci confida che la cosa che lo ha colpito di più di tutta la storia nata dalla fantasia di Riordan è il fatto che i miti hanno subito nel corso dei secoli una sorta di evoluzione. Pur preservando il loro antico potere e splendore hanno compiuto una migrazione: dalla Grecia all’Italia Rinascimentale, fino a modernizzarsi e giungere negli Stati Uniti. Per quanto concerne invece le difficoltà sorte d urante le riprese quella principale riguarda gli attori e la difficoltà di lavorare con il green-screen. Per aiutarli Columbus si è impegnato a realizzare fisicamente il maggior numero di set possibili, ad esempio il Partenone di Nashville è stato ricostruito in studio, mentre il mostro Hydra è stato aggiunto in post-produzione. Rispetto alla saga di Harry Potter Columbus aveva a disposizione più libertà di adattamento rispetto al testo, non essendoci come per il maghetto una pressione e un’aspettativa tale da incatenare e vincolare lo spirito creativo. Per tale motivo si è sentito libero di introdurre più sequenze, come le colonne d’acqua nello scontro finale e la battaglia contro l’Hydra. Parlando dei personaggi si sofferma su Percy, un ragazzo con molti problemi quali il deficit d’attenzione e la sindrome di iperattività , una sorta di specchio delle difficoltà moderne in cui incappano non solo gli individui, ma anche le nazioni, e Chris Columbus si augura che come il protagonista anche il mondo possa reagire e superare le crisi come Percy nel film, affrontando e superando le difficoltà. Proprio per il contesto in cui ci troviamo, pieno di problematiche economiche e lavorative Columbus sostiene fermamente il diritto all’evasione legato alla fruizione filmica. Questo non vuol dire che disdegni i film socialmente impegnati ma che, specialmente ora, le persone vogliono vedere sullo schermo qualcosa che gli faccia dimenticare per qualche ora dei problemi quotidiani, e questo dimostra inoltre uno dei motivi per cui il film “Avatar” di James Cameron riscuota tanto successo, grazie alla metafora della fuga e della vita su Pandora che rappresenta un mondo totalmente diverso dal nostro. Scherza inoltre su una delle battute presente all’interno del film “ci sono molti semidei, alcuni anche alla Casa Bianca” ipotizza che Obama possa essere il figlio di Zeus e ci rivela che per esigenze di eting è stata tagliata una line riferita a Micheal Jordan (Pierce Brosnan che nel film interpreta il centauro Chirone racconta di come lui abbia allenato i migliori campioni: Ercole, Achille e appunto il cestita Micheal Jordan!). Non vuole sfidare il destino, ma spera di poter continuare questo franchising non solo per la bellezza della storia ma anche per la bravura di tutti gli interpreti, come ad esempio il protagonista Logan Lerman, che il regista stesso definisce non solo una futura star di Hollywood ma come un grande attore dall’enorme potenziale espressivo.
Eva Carducci
03 / 02 / 2010
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