Pedro Almodóvar: Julieta e i Panama Papers

Pedro Almodóvar ha presentato la sua ultima fatica, “Julieta”, alla 69/a edizione del Festival di Cannes. Il film sembra aver suscitato una reazione ‘tiepida’ nella giuria, un risultato inatteso dati gli standard ai quali il regista ha abituato il suo pubblico. Apparso stanco sulla Croisette, il più celebre esponente del mondo cinematografico spagnolo, potrebbe risentire del suo coinvolgimento con i Panama Papers.

Pedro Almodóvar: la fuga è il tema dominante di “Julieta” e non solo

pedro almodovar

Pedro Almodóvar è stanco. L’icona del cinema spagnolo calca il red carpet del Festival di Cannes con uno sguardo appesantito dal sonno che, per sua stessa ammissione, ha accumulato durante i cinque giorni in cui ha preso parte alla rassegna.Il regista si trova nel sud della Francia per presentare la sua ultima fatica: “Julieta”, un adattamento di tre racconti di Alice Munro, che si pone come delle sue opere più tenui. È sobria, rispetto agli standard a cui ha abituato il suo pubblico, la rappresentazione della relazione tra una madre ed una figlia. L’opera è in netto contrasto con il suo precedente lavoro, la commedia “Gli amanti passeggeri”, un inno a Gloria Gaynor.

“Julieta” doveva segnare il debutto cinematografico di Almodóvar in lingua inglese, per la prima volta, anche le riprese sono state condotte negli Stati Uniti. “All’ ultimo minuto mi sono sentito insicuro” rivela il regista. Il piano prevedeva che Meryl Streep interpretasse il ruolo centrale: una donna il cui corpo sta attraversando le trasformazioni dettate dall’avanzare dell’età, cambiamenti costellati anche da tragedie che colpiscono la vita quando si arriva ad un certo punto. Pedro Almodóvar ha ammesso che l’obiettivo era approfondire i termini della perdita e delle recriminazioni: “Ho fatto molti film con molte madri dentro, ma la colpa è qualcosa che non era mai apparsa prima”.

Attualmente il problema più grande che il regista spagnolo si trova ad affrontare è la sua inclusione ai “Panama Papers”: nel mese di aprile i documenti riguardati la società Mossack Fonseca hanno mostrato che Almodóvar e suo fratello – e consulente aziendale – Augustin, hanno costituto una società off shore negli anni Novanta per ricavare i fondi necessari alla produzione di alcune opere. Anche se i documenti rivelano che molti clienti facoltosi sfruttato lo studio legale per aiutarli a schivare le tasse , Almodovar sostiene che le sue azioni e quelle di suo fratello erano legali.

“Quello che sta accadendo, è una commercializzazione delle informazioni ” – ha detto il regista tramite l’aiuto di un interprete – “Questa situazione è stata trasformata in un reality show. E ‘ molto difficile trovare se stessi nel centro di questo uragano. “Almodóvar sottolinea che egli non è stato accusato di alcun crimine, né ha alcun procedimento giudiziario in corso. Le notizie che hanno insistito sulla faccenda sono state create ad hoc per vendere i giornali, ha sostenuto l’icona spagnola che, ha anche ammesso, che il pubblico ha avuto una reazione molto diversa dal solito, nel momento in cui è trapelato il suo coinvolgimento con i Panama Papers.

Il coinvolgimento rivelato può in qualche modo aver influito nella realizzazione di “Julieta”? In che modo reagirà il pubblico spagnolo all’uscita del film? Quello che è dato sapere, perché evidente, è la stanchezza dipinta sul viso del regista che, è inutile sottolinearlo, non sta vivendo uno dei suoi momenti migliori.

Angelica Tranelli

20/05/2016

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