PAURA IN 3D – RECENSIONE
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Paura in 3D – Recensione

Bel racconto horror questo dei Manetti, dove la tensione è frutto di un sapiente mix: uno script convincente, un girato incalzante, scelte musicali azzeccate e un cast dove tutti sono all’altezza dei propri ruoli

Regia: Marco Manetti, Antonio Manetti – Cast: Peppe Servillo, Lorenzo Pedrotti, Domenico Diele, Claudio Di Biagio, Francesca Cuttica – Genere: Horror, colore, 108 minuti – Produzione: Italia, 2012 – Distribuzione: Medusa – Data di uscita: 15 giugno 2012.

Deliziosa e riuscita incursione nel genere horror quella di Marco e Antonio Manetti, che hanno scritto e diretto un film che funziona, sotto ogni punto di vista, dalla sceneggiatura ai movimenti di macchina da presa, alla scelta del cast.

Quello che affascina di più del racconto è la normalità di questi tre ragazzoni romani che per rompere la routine decidono di introdursi furtivamente nella villa del Marchese Lanzi, al momento fuori città per un raduno d’auto d’epoca, e di passarvi il weekend.

Purtroppo Ale, Simone e Marco dovranno presto vedersela con una situazione che di normale non ha proprio niente, e annienterà completamente i loro progetti di divertimento e relax.

Già dalle prime scene “Paura in 3D” si mostra un film carico di tensione, che innesca subito nello spettatore un forte stato di angoscia, perché le immagini iniziali fanno presagire un proseguo ancora più terribile.

I titoli di testa sono eccellenti e riportano alla mente antiche paure, come quelle dei film del primo Argento, dove spesso si fondevano innocenza e orrore.

La colonna sonora, le cui musiche originali sono frutto dell’estro di Pivio (in una delle rare volte in cui crea senza il suo sodale Aldo De Scalzi), e si compenetrano alla perfezione con l’evolversi del racconto, come le altre canzoni che accompagnano il girato, rap nella parte iniziale, quella del sogno di svago, metal nella seconda parte, quando si avverte un inevitabile epilogo drammatico.

Come in molti horror, nonostante l’ansia, non manca qualche risata isolata, che non smorza comunque la tensione emotiva.

Il primo 3D dei Manetti Bros. è tecnicamente convincente, ben si sposa con la narrazione, coinvolge lo spettatore e carica le immagini di una profondità realistica, e inoltre non limita i registi nei loro consueti veloci movimenti di macchina, che conferiscono da sempre ai loro lavori un notevole ritmo.

Eccellente prova attoriale quella di Francesca Cuttica (già protagonista della precedente pellicola dei Manetti, “L’arrivo di Wang”), sa dare profondità e intensità al difficile personaggio di Sabrina, protagonista involontaria di questa giostra dell’orrore. Bravissimo Beppe Servillo nel ruolo del Marchese Lanzi.

Consigliato a tutti quelli che non hanno paura di passare qualche notte insonne.

Maria Grazia Bosu

14 / 06 / 2012



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