Passione Regia John Turturro – Cast: Mina, Spacca-Neapolis 55, Avion travel, Misia, Pietra Montecorvino, Massimo Ranieri, Lina Sastri, M’Barka Ben Taleb, Gennaro Cosmo Parlato, Peppe Barra, Angela Luce, Max Casella, Raiz, James Senese, Fausto Cigliano, Fiorello, Fiorenza Calogero, Daniela Fiorentino, Lorena Tamaggio, Enzo Avitabile, Pino Daniele, John Turturro – Genere: Musicale – Colore – Produzione: Italia, USA 2010 – Distribuzione: Istituto Luce – Data di uscita: 22 ottobre 2010
Viaggio al termine di un juke-box, il più grande del mondo: Napoli, scrigno di canzoni, anzi patria delle canzoni, leggenda che inizia con il mito fondante delle muse. Canzoni e cantanti, musicisti e poeti, personaggi reali e leggendari sono i protagonisti di un film che attraversa una delle metropoli più belle, famose e controverse del mondo, una delle pochissime in grado di incarnare un’idea della vita. L’occhio straniero, ma non troppo, dell’italo-americano John Turturro attraversa la città e le sue musiche, dal “Canto delle lavandaie del Vomero” del 1200 a “Napul’è” di Pino Daniele, rievoca storie lontane e miti vicini, alterna l’amarcord alla ricostruzione, i caroselli canori alle voci di strada, la sceneggiata ai videoclip, la storia della canzone alle storie che le canzoni narrano e nascondono. Immagini spesso inedite, delle grandi voci di un passato ormai remoto si sovrappongono con quelle di interpreti moderni, capaci di proseguire una tradizione gloriosa, ricreandola e rinnovandola. Così la classe senza tempo di Mina apre la strada all’eleganza disarmante di Pietra Montecorvino, e le seduzioni sperimentali di Raiz, Almamegretta e M’Barka Ben Teleb incorniciano il toccante incontro di Massimo Ranieri con Lina Sastri; tra gli exploit travolgenti di Fiorello e Gennaro Cosmo Parlato e le memorie in musica di Avion Travel, Beppe Barra e James Senese. Un’orchestra d’eccezione per un repertorio che parla d’amore, sesso, gelosia, immigrazione, protesta: le perle dell’Ottocento e gli ultimi classici moderni del Novecento, affidati al direttore Turturro – serio fino al gioco – che con sguardo complice e curioso va in cerca del richiamo poetico delle melodie, della loro capacità di rappresentare un mondo e di girare il mondo, grazie alla loro sostanziale essenza glocal: napoletana ma internazionale. Ogni canzone diventa una piccola sceneggiatura, una cartolina sentimentale spedita da una città e dalle forze che la muovono: l’energia, i drammi, l’orgoglio, le ironie. E su tutto una grande, incalzante sensualità, e il riso dell’intelligenza e del cuore. Dall’inizio della storia del disco a 78 giri alla morte del cd, quasi a dimostrare che la canzone napoletana non muore, non sopravvive, ma ritorna e rinnova il suo canto-incanto.
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