Park Chan-Wook (Seul, 23 agosto 1963)
 È uno dei registi e sceneggiatori sudcoreani più apprezzati dalla critica internazionale e dal pubblico di tutto il mondo che considera alcuni suoi film veri e propri cult. Laureato in Filosofia, esordisce dietro la macchina da presa, dopo aver fatto diversi lavori, con “The Moon is The Sun's Dream” (1992), che tuttavia non ottiene il successo sperato, così come il successivo “Trio” (1997), realizzato in seguito a un periodo molto difficile da un punto di vista economico, durante il quale Park lavora in una videoteca e scrive articoli come critico e sceneggiature da presentare ai produttori. Nonostante il fallimento delle sue prime opere, la passione per la settima arte, nata dopo la visione del film di Hitchcock “La donna che visse due volte”, lo porta a persistere sulla sua strada e nel 1999 realizza il cortometraggio “The Judgement” , selezionatoal festival di Clermont-Ferrand. Da questo momento in poi le cose iniziano a girare per il verso giusto. L’importante casa di produzione Myung Films gli propone di occuparsi dell’adattamento cinematografico del romanzo DMZ di Park Sang-yun. È così che grazie anche al considerevole budget a disposizione che Park ha la libertà di esprimere tutto il suo estro con “ JSA: Joint Security Area” (2000), giallo politico, campione d’incassi in patria, nonché opera apprezzata anche all’estero. Si dedica poi alla sceneggiatura ed entra a far parte della EGG Films, società fondata da lui e altri, grazie alla quale i registi vengono assunti per periodi a lunga scadenza e possono lavorare in assoluta libertà. La maggiore tranquillità raggiunta permette a Park Chan-Wook di tornare su un progetto risalente a cinque anni prima ed è grazie ad esso che prende vita l’estremo e violento “Sympathy for Mr. Vengeance”, uscito in Italia con il titolo di “Mr. Vendetta” (2002), primo film della cosiddetta trilogia della vendetta. Partecipa poi al collettivo “If You Were Me” (2003), con l’episodio “N.E.P.A.L.” (Never Ending Peace And Love), per tornare poi lo stesso anno sul tema a lui più caro con “Old Boy” (seconda pellicola sulla vendetta), dove la macchina da presa si fa portavoce degli stati d’animo del protagonista. Rapimento, prigionia e vendetta sono i tre movimenti principali da cui si dispiega il plot, vivacizzato da continui flashback, che alterano la linea temporale. Presentato al Festival di Cannes del 2004, il lungometraggio viene premiato con il Gran Premio della Giuria (presieduta quell’anno da Tarantino, che diventa un vero e proprio ammiratore del regista). Park prosegue la sua carriera con l’episodio “Cut” del lungometraggio “Three... Extremis” (2004), per poi concludere nel 2005 la sua trilogia con “Lady Vendetta” (“Sympathy for Lady Vengeance”), dove ancora una volta l’azione cruenta della protagonista è mossa dalla necessità di giungere a una catarsi liberatoria. Il film partecipa in concorso alla 62a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, mentre l’anno dopo il regista, sempre al Festival di Venezia fa parte della giuria. Il 2007 è invece la volta del Festival di Berlino con “ I'm a Cyborg, But That's Ok”, mai distribuito in Italia, dove alla violenza si sostituisce una narrazione poetica e ancora una volta originale.
Laura Calvo
diventa amico di questo sito su Facebook conoscerai gli autori del network e gli altri lettori
Scrivi
la tua opinione sull'argomento
le tue opinioni saranno
pubblicate nello spazio
Forum
|
Voci correlate
|
|
|