Paolo Sorrentino - Biografia
Regista, sceneggiatore napoletano che dopo un'importante gavetta raggiunge la popolarità con "L'uomo in più"
(Napoli, 31 marzo 1970)
Creativo artista italiano, si muove tra grande e piccolo schermo come sceneggiatore per poi esordire come regista arrivando ai Festival di Cannes e Venezia dove il suo grande talento viene consacrato a livello internazionale. Paolo Sorrentino nasce a Napoli il 31 marzo del 1970 e, partendo dall’ambito della scrittura, coltiva e sviluppa una spiccata e personale passione per la macchina da presa.
Nel 1995 partecipa al Palermo Film Festival con “Un paradiso”, suo primo cortometraggio, diretto insieme a Stefano Russo. Lo stesso anno vive un’esperienza, da lui stesso definita negativa, come ispettore di produzione del film “Il Verificatore” di Stefano Incerti; lavora come aiuto-regista nel cortometraggio “Drogheria” di Maurizio Fiume; scrive, insieme a Silvestro Sentiero, la sceneggiatura per “Napoletani”, lungometraggio mai realizzato nonostante fosse il vincitore del Premio Solinas. La vittoria dello stesso premio avviene nel 1997 con “Dragoncelli di fuoco”. Subito dopo, oltre alla scrittura di alcuni episodi della fiction televisiva “La Squadra” (2000), ha inizio la sua collaborazione con il regista Antonio Capuano nella sceneggiatura di “Polvere di Napoli” (1998).
Nel 1998 stringe stretti rapporti con la Indigo Film (produttrice successivamente di tutte le sue pellicole) con il cortometraggio, da lui scritto e diretto, “L’amore non ha confini”. Nello stesso periodo scrive con Umberto Contarello la sceneggiatura di “La voce dell’amore”, per un film, mai realizzato, sulla musica napoletana da affidare a Michele Placido.
Del 2001 è, invece, la sceneggiatura di “La notte lunga”, cortometraggio co-prodotto dalla Regione Lombardia nell’ambito di una campagna contro la droga. Nello stesso anno l’esordio come sceneggiatore e regista del suo primo lungometraggio, “L’uomo in più”, che, presentato al Festival di Venezia, ottiene grande successo e molti premi: il Nastro D’Argento per il Miglior Regista Esordiente, il Ciak D’Oro per la Migliore Sceneggiatura, tre candidature al David di Donatello 2002 e la Grolla d’Oro al protagonista Toni Servillo.
Il sodalizio con quest’ultimo continua nel suo lavoro successivo: “Le conseguenze dell’amore” (2004) che, presentato al Festival di Cannes, ottiene ancora grandi riconoscimenti: cinque David di Donatello (Miglior Film, Miglior Regia, Migliore Sceneggiatura, Migliore Attore Protagonista, Miglior Direttore della Fotografia) e tre Nastri D’Argento (Miglior Attore Protagonista, Miglior Attore non Protagonista, Miglior Direttore della Fotografia). Nel 2005 è supervisore della regia di “Nature: Consuelo”, cortometraggio di Carlo Pisani, mentre sul piccolo schermo dirige l’ormai inseparabile attore Servillo, girando per Rai Due una versione televisiva di “Sabato, domenica e lunedì”, commedia diEduardo De Filippo.
Nel 2006 si improvvisa persino attore comparendo in un breve cameo ne “Il Caimano”, film di Nanni Moretti. Nello stesso anno partecipa di nuovo al Festival di Cannes con “L’amico di famiglia” riscuotendo grande favore dalla critica. Nel 2008 Toni Servillo è protagonista del suo nuovo lavoro cinematografico, “Il divo”, nei panni di Giulio Andreotti, che concorre ancora una volta a Cannes nell’ambito della selezione ufficiale. In questa occasione un'altra vittoria per il cineasta partenopeo: il Premio della Giuria e un grandissimo successo riscosso su tutti i fronti (critica italiana, internazionale e di pubblico).
Nel 2009 si concentra sul tema della fiducia girando il corto “La partita lenta” per il progetto “Per Fiducia”, al quale partecipano anche Ermanno Olmi e Gabriele Salvatores. Dello stesso anno è il documentario “L’assegnazione delle tende”, sugli effetti del terremoto dell’Aquila 2009, realizzato per l’edizione online de “La Repubblica”. Tra i suoi progetti futuri: una sceneggiatura tratta dal romanzo “Ti prendo e ti porto via” di Niccolò Ammaniti; un primo film in lingua inglese “This Must Be the Place” che avrà come protagonista la star internazionale Sean Penn; ed è in cantiere un film che si avvicini alla “Dolce Vita” di Federico Fellini ispirato allibro “Cafonal” di Roberto D’Agostino. Nel 2010 Feltrinelli pubblica il suo libro: “Hanno tutti ragione”.
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