Paolo Sassanelli racconta la sua "Uerra" Paolo Sassanelli non è nuovo al cinema e si vede. Dopo anni dedicati a interpretare personaggi tra grande schermo, teatro e televisione, anche durante l''intervista non smette mai di indossare i panni del suo ruolo attuale; che è quello di regista e direttore artistico del corto “Uerra”, presente nella sezione Corto Cortissimo degli Eventi Speciali di Venezia 2009 (visibile il 10 Settembre ore 17, in Sala Perla). Inizia parlandoci di una storia, una piccola storia che racconta di un’umanità in cerca della propria dignità attraverso semplici gesti che possono, involontariamente, trasformarsi in poesia...
Signor Sassanelli, dopo anni in "primo piano", cosa l'ha spinta a scegliere di stare dietro alla macchina da presa?
Il desiderio e la curiosità. Da tempo sentivo la necessità di raccontare una storia, tanto da farla diventare quasi una mia ossessione personale. È questa una storia che appartiene alla mia famiglia, ricordi scritti di getto, possiamo definirlo un racconto che prende spunto direttamente dal mio passato. Vi si narra la fame, l'Italia di un tempo ormai lontano e la capacità che avevamo da piccoli di fare poesia.
La poesia, che alimenta la mente e le gesta di un bambino del 1946, potrebbe valere ancora oggi?
In realtà è assolutamente cambiata, ci troviamo in un altro mondo in cui paure e necessità sono le uniche cose rimaste uguali, ma espresse in maniere differenti. Solo i giochi semplici catalizzano lo stesso entusiasmo, non quelli elettronici ma i divertimenti creati con poco o nulla.
ll tema della vergogna è centrale, è questo un sentimento di rivalsa così forte da svilupparne una storia?
Nella logica del bambino la “Uerra” (in dialetto barese) fa parte del gioco, ovvero qualsiasi cosa indichi nell'accezione del tempo il correre, il rincorrersi, lo stare assieme, il rotolarsi. Un tipo di guerra decisamente più efficace, un modo per socializzare tra bambini.
Per finire, essendo nata da poco, la Mood non può che far esperienza per crescere nel cinema, cosa la aspetta nel futuro cinematografico?
Le persone SONO la produzione, quando ho incontrato Tommaso Arrighi lui mi ha aiutato molto e ha da subito sostenuto il progetto: così è nata la collaborazione con la Mood Film. Ora insieme abbiamo numerosi progetti, tra i quali l'idea di un lungometraggio da realizzare a breve... un'altra piccola storia stavolta in formato extralarge.
Simone Bracci
09 / 09 / 2009
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