Ovunque tu sarai: il film presentato oggi alla stampa

Poche ore fa si è tenuta la conferenza stampa del film “Ovunque tu sarai” a La Casa del Cinema di Roma. In occasione dell’uscita della pellicola (in particolare nelle sale laziali e poi su larga scala nel resto di Italia) il prossimo 6 Aprile, il regista ed il cast completo hanno risposto ad alcune domande.

Ecco quello che è stato detto.

Ovunque tu sarai: un’opera prima in co-produzione con la Spagna

Ovunque tu sarai una scena del filmPrima di dare il via alle domande da parte della stampa, Roberto Cappucci, esordiente regista del lungometraggio, ha tenuto a precisare come la realizzazione del film non sia stata delle più facili (ci sono voluti ben 3 anni) e che, senza l’aiuto di Miriam Ruiz che ha dato vita ad una co-produzione italo-spagnola, questo progetto non sarebbe mai venuto alla luce.

Altro punto fermo durante l’incontro è stato definire il tema del film stesso; Francesco Apolloni in particolar modo ha voluto chiarire che “Ovunque tu sarai” non è un film sul calcio, bensì un film d’amore in tutte le sue sfaccettature: l’amore per il calcio, l’amore inteso come amicizia tra i quattro protagonisti e sicuramente anche quello di tipo romantico.

Ovunque tu sarai: il cast del film tra riti e superstizioni

E parlando di amore per calcio, gli attori di “Ovunque tu sarai” come lo vivono nel quotidiano?

“Io provo sicuramente un grande affetto per la mia squadra, la Roma. Gioisco quando vince e soffro quando perde. Di certo però non sono un intenditore, non conosco bene tutte le dinamiche. Magari dovrei seguire un corso” , scherza Ricky Memphis tra le risate generali.

Francesco Montanari, che interpreta il superstizioso Giordano, è un po’ la voce fuori dal coro in un cast di tifosi: “Non ho mai avuto nessun tipo di rapporto con il calcio prima di questo film, non l’ho mai seguito. Sono super partes. Devo dire, però, che stando a contatto con gli altri che invece lo seguono ho imparato a conoscerne i lati positivi, è un tipo di amore puro, onesto.”

“Il mio è un rapporto di amore-odio” – rivela Primo Reggiani – “Ultimamente ho un po’ l’amaro in bocca perchè eravamo vicini e poi tutte le speranze sono crollate così.. Penso, tra l’altro, che tutti possiamo immedesimarci in Giordano con tutte le sue superstizioni quando parliamo di questa che io definisco un po’ una ‘malattia’.”

Le superstizioni, infatti, sono proprio un altro interessante argomento di conversazione con gli attori di “Ovunque tu sarai”.

Alla domanda Ovunque tu sarai scena partia di calcio“avete dei riti che osservate prima di una partita della Roma? ”, Cappucci ha dichiarato di cambiarli continuamente e che, al momento, il suo rito è portare sua figlia in trasferta con sé. Reggiani ha rivelato di aver seguito per diversi anni le partite della Roma con un accendino in mano per scaramanzia. Memphis non ha riti, non crede alla superstizione ma si affida a Dio “un segno della Croce prima ed uno alla fine della partita e sto a posto così”. Nessun rito scaramantico neanche per Montanari, che ha però raccontato di aver avuto qualche disturbo ossessivo compulsivo in passato, anche se non collegato al calcio.

“In fondo i riti scaramantici sono soltanto il modo di voler far parte di questa realtà, dietro c’è la volontà di sentirsi indispensabili“, conclude Reggiani.

Apolloni, però, ha aggiunto che l’intento dell’intero cast non era quello di rappresentare i tifosi di una squadra (in questo caso la Roma, molto vicina al regista), ma di raccontare le vite di quattro amici che hanno in comune una grande passione come il calcio.

“Ovunque tu sarai” racconta certamente l’essere tifosi, ma il calcio è solo la cornice che mette insieme quattro anime, quattro amici, per cui il film ha un linguaggio universale.

Sonia Buongiorno

20/03/2017

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