Outing – Fidanzati per sbaglio – Recensione

A voler parlare di troppe cose non ne approfondisce nessuna, ma riesce comunque nell’intento di divertire il pubblico

Regia: Matteo Vicino – Cast: Nicolas Vaporidis, Andrea Bosca, Massimo Ghini, Giulia Michelini, Camilla Ferranti, Claudia Potenza – Genere: Commedia, colore, 90 minuti – Produzione: Italia, 2012 – Distribuzione: Al Entertainment spa, The Whale – Data di uscita: 28 marzo 2013.

outingfidanzatipersbaglioIl film di Matteo Vicino racconta la storia di Federico, alias Nicolas Vaporidis, e Riccardo, alias Andrea Bosca, due amici fraterni che venuti a conoscenza della possibilità di ottenere un finanziamento della Regione Puglia a sostegno delle attività imprenditoriali per i giovani, scoprendo solo in seguito che la proposta era riservata solo a coppie di fatto, decidono di fingersi gay pur di non perdere questa chance.

Vicino, che ha anche scritto e montato il film, attraverso il racconto dell’azzardata scelta dei due giovanotti, vuole mostrare luci e ombre dell’italica società, sempre sul filo dell’ironia.

Così nel film si parla di discriminazione sessuale, di coppie di fatto, di libertà di stampa, dei sotterfugi cui siamo usi nel nostro paese per raggiungere i nostri scopi, degli intrighi di potere, delle connivenze mafiose, delle difficoltà dei giovani a costruirsi un futuro, soprattutto nel meridione, di come la meritocrazia sia sostituita dalla raccomandazione, e tanto altro.

Facile intuire come per una commedia ci sia un po’ troppa carne al fuoco a cui badare, così il film di Vicino rimane in un certo senso diviso a metà tra la denuncia sociale e la voglia di divertire il pubblico in modo semplice e veloce.

Il risultato è un film che diverte e fa ridere, grazie a situazioni e battute a volte persino esilaranti, ma lascia sospese le tematiche che affronta, forse più adatte ad un altro genere cinematografico.

Vicino muove la macchina da presa con perizia e il cast compie appieno il suo dovere, rendendo la pellicola armoniosa, ma con tutti gli ingredienti adoperati il regista non riesce a caratterizzare in maniera personale la sua opera, che risulta, tanto per rimanere in tema culinario, una sorta di ‘ricco pasticcio’.

Daniele Battistoni

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