
Si è tenuta al cinema Eden di Roma la conferenza stampa di “Noi due sconosciuti”. A rispondere alle domande la regista Susan Bier che per prima cosa ha parlato della scelta del cast di “Things We Lost in the Fire”, molto diverso da quello di “Non desiderare la donna d’altri” e “Dopo il matrimonio”. Quest’ultimi lavori infatti erano privi di attori hollywoodiane del calibro di Benicio del Toro e Halle Berry. Per la Bier sembra non esserci alcuna differenza a lavorare con attori danesi meno conosciuti o con grandi star; infatti per lei, dal momento in cui inizia la recitazione, ciò che è più importante è la verità che deve uscir fuori dai personaggi interpretati, al di là di ogni divismo. In questo sia Benicio che Halle hanno ben risposto alle aspettative della regista. È stato inoltre fatto notare a Susanne che negli ultimi tre film, compreso “Noi due sconosciuti” sussiste una linea in comune: la triangolarità dei rapporti tra i personaggi. La regista spiega che non è stata una sua ossessione, ma deriva dalla sua visione dei rapporti umani, molto più forti tra maschi, ma inespressivi senza una donna in mezzo. La Bier è stata molto attenta alle emozioni, cercando di trasmetterle il più possibile allo spettatore. Per questo in fase di montaggio ha deciso di mescolare gli eventi, che si presentavano troppo lineari e pesanti, per fare immergere il pubblico nella storia raccontata. Anche la scelta dei primi piani, molto ricorrente in “Noi due sconosciuti”, e più in generale nello stile della regista, è servita a tale scopo. Nei primi piani, afferma la Bier, ed in particolar modo nei primi piani degli occhi di Halle, si esprime quanto di più doloroso e forte c’è nei sentimenti umani. Le droghe in tutto questo non sono periferiche alla dinamica della storia, anzi… Susanne ha voluto mettere in evidenza non la dipendenza dalle droghe, bensì la sofferenza di questa dipendenza, esprimendo così un parallelismo con la condizione di sofferenza di una mancato amore per sempre. Molti complimenti sono piovuti alla regista danese più conosciuta, anche in merito a un cofanetto contenente i suoi ultimi tre film che uscirà a breve grazie alla Teodora Film.