Il film denuncia a gran voce il fenomeno del bullismo e lo fa attraverso le vicende di un gruppo di liceali all’ultimo anno, che vivono sulla propria pelle questa esperienza e che inevitabilmente li cambierà e li farà crescere velocemente. Seppure con esiti diversi da quelli del triste evento di cronaca a cui si ispira, il suicidio di un ragazzo di Ischia vittima anche lui di violenze e vessazioni da parte di un bullo, la sceneggiatura è stata scritta prendendo spunto sia dall’esperienza diretta vissuta dal regista Angelo Antonucci, che dai fatti di cronaca che sempre più spesso riempiono quotidiani e tg. Il bullismo, dice il regista, è un fenomeno di cui solo da poco si parla apertamente ma che ha sempre creato la disperazione di molti giovani e se in passato si parlava di nonnismo, il fenomeno è lo stesso. Lo scopo del film è creare il dibattito su un tema difficile e diffuso per spingere a riflettere sia i giovani che le istituzioni e famiglie; in futuro la pellicola dovrebbe essere trasmessa anche in Tv. Quasi 45.000 ragazzi hanno assistito alle proiezioni mattutine per le scuole di tutta Italia. Il feedback da parte dei ragazzi c’è stato e molti di loro hanno ammesso di essere stati in passato, o di essere ancora, vittima delle prepotenze di qualcuno. La selezione dei ragazzi è avvenuta inizialmente attraverso Internet e dopo la convocazione di circa 200 giovani e dopo una serie di provini sulla parte “sono arrivato ai 5 protagonisti che si sono subito integrati nei ruoli e hanno creato fra loro fin da subito un’intesa evidente” dice il regista. Gabriele Merlonghi, il bullo Miki, ha dichiarato di essersi trovato a suo agio nel ruolo, ammettendo di aver fatto parte in passato di un gruppo di bulli, ma ha aggiunto di non essersi mai spinto oltre un certo limite grazie agli insegnamenti ricevuti in famiglia. Il film deve molto ai nuovi media, Sara infatti scrive una sorta di diario online nel suo blog e i videofonini sono protagonisti almeno quanto i ragazzi. Nonostante ciò appare strano che le compagnie telefoniche e i produttori di cellulari non abbiano voluto partecipare attivamente al film, nonostante la proposta della produzione di sponsorizzare la pellicola.
Elisa Donini
15 / 04 / 2009
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