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Netflix annuncia di aver chiuso ogni rapporto con Kevin Spacey

Netflix sta ufficialmente interrompendo qualsiasi legame con Kevin Spacey, star della serie “House of Cards” e produttore esecutivo,  recentemente finito nel mirino delle accuse per molestie sessuali su minore. Inoltre, il famoso distributore in streaming ha stracciato l’accordo per un biopic su Gore Vidal che prevedeva Spacey protagonista.

Netflix abbandona Kevin Spacey

Brutte notizie in vista per i fan di “House of Cards”, che dopo le recenti accuse che hanno visto coinvolto il famoso protagonista della serie, pare debbano rinunciare alla sesta e ultima stagione dello show. Netflix ha infatti confermato in una nota che ha sospeso le riprese della serie.

“Netflix non sarà coinvolto in nessuna ulteriore produzione di “House of Cards” che includa Kevin Spacey. Continueremo a lavorare con MRC [Media Rights Capital] durante questo periodo di pausa per valutare il percorso da intraprendere rispetto allo show”, ha detto lo scorso venerdì in una dichiarazione un rappresentante Netflix, che poi ha annunciato: “Abbiamo anche deciso di interrompere il rilascio del film ‘Gore’, già in postproduzione, interpretato e prodotto dallo stesso Kevin Spacey”.

Allo stesso tempo anche MRC ha rilasciato una dichiarazione subito dopo aver confermato che Spacey è stato sospeso dalla serie: “Mentre continuiamo l’inchiesta sulle gravi accuse pendenti sul comportamento di Kevin Spacey, l’intera produzione di “House of Cards” è stata sospesa, con effetto immediato. MRC, in collaborazione con Netflix, continuerà a valutare un percorso alternativo per il programma durante la pausa”, ha dichiarato.

La decisione di Netflix di tagliare i legami con l’attore arriva a distanza di pochi giorni dalle dichiarazioni dell’attore di “Star Trek”,  Anthony Rapp, che ha affermato in un’intervista a ‘BuzzFeed News’, pubblicata il 29 ottobre scorso, che Spacey avrebbe avuto comportamenti sessuali indesiderati contro di lui nel 1986, quando Spacey era 26enne e Rapp aveva solo 14 anni. Spacey, subito dopo, ha rilasciato una dichiarazione in cui ha detto di non ricordare l’incidente ma “si è sinceramente scusato”, attirando su di sé le polemiche quando ha usato quell’intervento per dichiararsi gay.

Lunedì scorso Netflix aveva già confermato che la sesta stagione di “House of Cards” sarebbe stata l’ultima, una decisione presa, pare, prima delle accuse mosse contro Spacey. Tuttavia, poco dopo, Netflix e il produttore MRC si erano dichiarati “profondamente turbati” dalla confessione di Rapp e che i dirigenti di entrambe le società stavano raggiungendo il set dello show per incontrare il cast e la troupe e “assicurarsi che continuassero a sentirsi sicuri e sostenuti”.

Caso Kevin Spacey: anche la troupe della serie denuncia abusi

Martedì poi la notizia inaspettata, la produzione della sesta stagione è stata sospesa a tempo indeterminato, e il giorno dopo, il rappresentante di Spacey ha rilasciato una nota affermando che si stava “prendendo il tempo necessario per valutare e trattare”.

Le accuse contro Spacey infatti continuavano ad aumentare invece che arrestarsi o risultare prive di fondamento, anche tra i dipendenti stessi di “House of Cards”, che hanno parlato con la CNN delle loro esperienze con l’attore. Tra le varie testimonianze raccolte, un assistente di produzione ha dichiarato che Spacey avrebbe infilato le mani nei suoi pantaloni senza il suo consenso, toccandolo poi una seconda volta. Un altro membro della troupe ha invece ricordato che Spacey gli avrebbe massaggiato le spalle e toccato l’addome.

“Siamo profondamente in difficoltà nell’apprendere queste nuove accuse che si stanno facendo alla stampa sui comportamenti di Kevin Spacey con i membri della troupe di “House of Cards”, ha dichiarato MRC, continuando: “Come produttore dello show, la creazione e il mantenimento di un ambiente di lavoro sicuro per il nostro cast e i dipendenti , è sempre stata la nostra priorità. Abbiamo rafforzato l’importanza dei dipendenti che hanno segnalato qualsiasi incidente, senza timore di ritorsioni, e abbiamo indagato e adottato azioni a seguito di eventuali reclami”.

MRC ha creato una linea di denuncia anonima, predisponendo psicologi e consulenti legali in molestie sessuali per l’intera troupe di “House of Cards”. La società ha inoltre affermato di “continuare ad approfondire tutte le confessioni attuali e le nuove che verranno portate alla nostra attenzione e continueremo a monitorare la produzione per garantire che il nostro cast e i vari membri si sentano al sicuro e sostenuti”.

Nella sua dichiarazione, il MRC ha anche confermato che qualcuno si è lamentato di “un gesto” compiuto da Spacey durante la produzione della prima stagione, nel 2012. “Sono state intraprese azioni immediate in seguito alla nostra valutazione della situazione e siamo fiduciosi che la questione verrà risolta prontamente con la soddisfazione di tutti. Il signor Spacey si è reso volentieri  disponibile ad un programma di cura, e da allora alla MRC non sono arrivate altre denunce che riguardino Spacey “.

Anche Netflix ha reso noto di non essere a conoscenza di ulteriori casi contro Spacey, mantenendo incerta la produzione dello show, il cui futuro è sempre più buio. Dopo aver girato i primi due episodi della sesta stagione, gli autori si sono riuniti per cercare di rielaborare la fine dello show, che era stato già interamente scritto, tenendo conto della dipartita di Kevin Spacey. Per questo la produzione si riserva un periodo di pausa, allungando i tempi per un eventuale rilascio della serie, che comunque non resta confermato.

Quanto a “Gore”, previsto per i primi mesi del 2018, Netflix ne ha fermato in maniera definitiva il rilascio.

Gianluca Panico

06/11/2017