Nelle pieghe del tempo (2018)

Nelle pieghe del tempo - Recensione: un fantasy per bambini

Nelle pieghe del tempo 2018

Il marchio Disney ha prodotto nel corso dei decenni film soprattutto per ragazzi e bambini, ma molte di queste produzioni sono delle visioni interessanti o piacevoli anche per un pubblico più adulto. "Nelle pieghe del tempo", invece, è una pellicola esclusivamente per bambini e ragazzi, improntata in modo da risultare un po' stucchevole e facilona agli occhi di un adulto, ma molto apprezzabile da un pubblico più piccolo sia visivamente che come messaggio.

Numerosi gli effetti speciali che rendono il film un colorato spettacolo visivo, così come la fotografia molto surreale, dai colori saturi e vivaci. Molto bello dunque dal punto di vista estetico, anche se poco realistico, inclusi costumi e scenografie; i primi in particolare sono molto sgargianti e inaspettati come design.
Dal punto di vista tecnico il film è ben realizzato e non manca di nulla; il ritmo è buono, la recitazione anche, nonostante i piccoli esordienti - una menzione d'onore in particolare va al giovane interprete di Charles Wallace, fratellino della protagonista Meg, che conquista lo spettatore fin dalle prime scene - e in generale tutta la sezione tecnica della pellicola è buona, anche se nulla spicca particolarmente o rimane impresso.

Nelle pieghe del tempo: un'occasione persa

Nelle pieghe del tempo meg e calvin

Il lato negativo di "Nelle pieghe del tempo" è la forte sensazione che si sarebbe potuto affrontare quasi tutto in maniera diversa e più funzionale: troppo presenti sono le smancerie e melensaggini e situazioni talmente viste e riviste da convincere con difficoltà, e a parte la protagonista gli altri personaggi non vengono molto sviluppati. Le tre Signore, che dovrebbero essere avvolte da un'aura di mistero e saggezza, sembrano alla fine tre nonne premurose troppo truccate.

I dialoghi contengono molti messaggi interessanti e profondi che perdono un po' di spessore a causa del contesto in cui sono espressi, e finiscono per essere fruibili solo da un pubblico molto giovane, anche perché tutto nella storia viene eccessivamente semplificato. La sostanza c'era, ma la forma con cui è stata espressa non ne ha sfruttato il massimo potenziale.

Valeria Brunori

  • Titolo originale: A Wrinkle in Time
  • Regia: Ava DuVernay
  • Cast: Reese Witherspoon, Chris Pine, André Holland, Gugu Mbatha-Raw, Zach Galifianakis, Michael Peña, Bellamy Young, Rowan Blanchard, Mindy Kaling, Oprah Winfrey, Levi Miller, Daniel MacPherson, Storm Reid
  • Genere: Avventura, colore
  • Durata: 120 minuti
  • Produzione: USA, 2018
  • Distribuzione: Walt Disney
  • Data di uscita: 29 marzo 2018

Nelle pieghe del tempo - locandina italiana

Protagonista della meravigliosa avventura targata Walt Disney e diretta da Ava DuVernay "Nelle pieghe del tempo"; è la piccola Meg Murry (Storm Reid), una giovane studentessa delle medie che, come molte ragazzine della sua età, ha difficoltà a credere in se stessa.

Meg è figlia di due fisici di incredibile fama e come i suoi genitori e il fratellino più piccolo Charles Wallace (Deric McCabe), possiede delle doti fuori dal comune, senza esserne, purtroppo, ancora consapevole. Alla sua difficoltà d'integrarsi a scuola e tra i suoi coetanei, si aggiunge la terribile tragedia della scomparsa del padre, Mr. Murry (Chris Pine) evento che porta grande dolore in tutta la famiglia e soprattutto nella mamma (Gugu Mbatha-Raw). Grazie al suo intelletto superiore il piccolo Charles Wallace riesce mettere in contatto Meg e il suo compagno di classe Calvin (Levi Miller) con tre guide (Oprah Winfrey, Reese Witherspoon e Mindy Kaling) che arrivano dallo spazio per aiutare i giovanissimi ed eroici protagonisti a ritrovare il  papà scomparso.

Catapultati in una dimensione che non avrebbero mai potuto nemmeno immaginare, i ragazzi dovranno affrontare immense forze malvagie e scavare dentro se stessi per sconfiggere il nemico che li perseguita.

Nelle pieghe del tempo: un successo internazionale

"Nelle pieghe del tempo" è tratto dall'omonimo romanzo di Madeleine L’Englea arrivato in Italia nel 1962 e vincitore del Newbery Prize nel 1923. L'opera ha venduto più di 23 milioni di copie ed è stata tradotta in 35 lingue per diventare un vero successo di fama internazionale.

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