Natasha Richardson - Biografia (Londra, 11 Maggio 1963 – New York, 18 Marzo 2009)
Recentemente scomparsa, a causa di un tragico incidente sciistico, Natasha Jane Richardson, una delle appartenenti alla quarta generazione di attori della nobile famiglia inglese Richardson, nasce a Londra, il giorno 11 maggio del 1963, dal padre Tony, storico produttore e regista e dalla madre Vanessa Redgrave, celeberrima star del cinema britannico. Proprio come la protagonista del romanzo “Guerra e Pace” di Tolstoj, a cui il suo nome sarebbe ispirato, la Natasha bambina è allegra, espansiva e desiderosa di fare nuove esperienze, nella vita come nel cinema ed è il padre ad offrirle la prima occasione nel 1968, ad appena 5 anni, ne “I seicento di Balaklava” (1968), al fianco della mamma. Attratta dalla recitazione come da un gioco, Natasha deve però, proprio come la contessina Rostova, far presto i conti con la realtà, che vedrà di lì a poco la separazione dei genitori, lo scandalo per la bisessualità, non sono del nonno, ma anche del padre e il rinnovato matrimonio materno con l’attore italiano Franco Nero. Durante tale periodo si iscrive alla St. Paul’s Girls School e ancora alla Central School of Speech and Drama, entrambe molto conosciute negli ambienti londinesi e torna a recitare sul grande schermo con un piccolo ruolo nel B–movie nostrano: “La polizia incrimina: la legge assolve” (1973) di Enzo G. Castellari. Le maggiori soddisfazioni le vengono però dal teatro e non sono pochi quelli che, ammirandola nelle vesti di Ofelia e delle altre grandi protagoniste del repertorio shakespeariano, la considerano folgorante. Il regista Ken Russell non può in ogni caso lasciarsela scappare e la include nel cast come la Mary Shelley dell’ horror intitolato: “Gothic” (1986); lo stesso vale per Pat O’Connor, il quale desidera dirigerla in “Un mese in campagna” (1987). A legarla a lui per ben due pellicole è invece Paul Schrader, che la inserisce nel drammatico “Patty, la vera storia di Patricia Hearst” (1988) e poi nel successivo, “Cortesie per gli ospiti” (1990), con Christopher Walken e l’ancora acerbo Rupert Everett. Nel 1989, poi, un anno prima di girare il polemico, “Il racconto dell’ancella” di Volker Schlondorff, con Faye Dunaway e Robert Duvall, Natasha può finalmente coronare il proprio sogno d’amore, sposando il produttore teatrale e cinematografico Robert Fox, il cui legame però non va oltre il 1994, data in cui conoscerà sul set di “Nell” (1994) di Michael Apted, il collega e definitivo compagno di vita Liam Neeson. Nonostante il divorzio e la sofferenza per la morte di AIDS del padre, Natasha non si perde d’animo e prosegue la propria carriera sui set, prima del film tv di Richard Eyre, “Suddenly Last Summer” (1993), poi su quello di John Irvin nella commedia “Tre vedove e un delitto” (1994) e ancora su quello di Nancy Meyers e della Disney, in “Genitori in trappola” (1998) , con Lindsay Lohan e Dannis Quaid. Nello stesso anno le viene poi riconosciuto il Tony Award per un'altra magnifica interpretazione: quella nel musical “Cabaret”, che ridesta il sopito pubblico della Broadway di quel periodo. La vita impegnata della Richardson, che prima si divideva tra cinema e teatro, ora vede anche l’arrivo dei due figli Michael e Daniel Jack Neeson, per i quali comunque non rinuncia a lavori come la pellicola indipendente, “Chelsea Hotel” (2001), di Ethan Hawke, la prova autoriale di James Ivory “La contessa bianca” (2005) o l’intenso e impegnato “Follia” (2005), in cui il regista scozzese David Mackenzie la aiuta a dar vita al personaggio inquieto ed insoddisfatto di Stella Raphael. È in tempi più recenti, precisamente nel 2007, che questa stella prossima a lasciare prematuramente la scena, firma il drammatico: “Un amore senza tempo” (2007), del regista ungherese Lajos Koltai. Nel film sentimentale, recitano le due coppie di madri e figlie, Vanessa Redgrave con Natasha e Meryl Streep con la figlia Mamie Gummer. Dopo numerosi lavori per il piccolo schermo, arriva la parte della signora Kingsley nella commedia di formazione: “Wild Child” (2008), di Nick Moore; purtroppo l’ultima per questo dolce volto di Hollywood, che si spegne l’anno successivo, dopo una brutta caduta dagli scii, che le fa sbattere rovinosamente la testa, lasciando senza speranza i familiari. Natasha Richardson, attrice dal sangue blu, valida interprete e donna capace di non farsi sopraffare dalle crudeltà del prossimo, muore perciò a soli 45 anni, lasciando un vuoto non solo nel cuore dei suoi cari ma anche in quello del suo pubblico e degli addetti ai lavori che di lei sentiranno a lungo l’assenza e non mancheranno di ricordarne in più occasioni le doti umane e professionali.
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