Regia: Baz Luhrmann – Cast: Nicole Kidman, Ewan McGregor, John Leguizamo, Jim Broadbent, Richard Roxburgh, David Wenham, Garry McDonald, Jacek Koman, Matthew Whittet, Kerry Walker – Genere: Musical, drammatico, colore 130 minuti – Produzione: Australia, 2001
Scenografie e costumi eccessivi, colori e luci invadenti, commistione di generi e canzoni decontestualizzate dal tempo della narrazione fanno di “Moulin Rouge" un film riuscito, capace di conquistare per la sua stravaganza, al limite del kitsch, attraverso una storia d’amore classica. È il 1899 quando a Parigi Satine, prima ballerina del Moulin Rouge, incontra e si innamora del romantico, idealista e ingenuo scrittore Christian. Unici ostacoli: un duca bramoso di possedere la ragazza, pronta a tutto pur di raggiungere il successo, e la malattia che incombe inesorabile sulla protagonista. Dopo “Romeo+Giulietta”, Baz Luhrmann mette in piedi una nuova macchina stupefacente, grazie alla quale la pellicola conquista due statuette agli Academy Awards: Miglior Scenografia e Migliori Costumi. L’atmosfera Bohemienne parigina è mirabilmente ricreata attraverso la fantasiosa e difficile scelta musicale; inaspettatamente Satine, stella del Moulin Rouge, si trasforma in una “material girl” e, come Marilyn, canta “Diamonds are a girl’s best friends”, mentre Christian è un romantico Elton John che le dedica “My Song”. Nicole Kidman, perfetta nel ruolo, offre il meglio di sé visivamente, a livello interpretativo e, inaspettatamente, canoro. Ewan McGregor si mostra all’altezza della collega sia quando recita che quando canta. Luhrmann lascia danzare la macchina da presa insieme ai suoi protagonisti che precipitano inevitabilmente nella tragedia, in un’atmosfera surreale e magica. I colori sono tanti e scelti sempre per un preciso motivo; il rosso della passione domina su tutto: rossi sono i capelli di Satine, rosse le scenografie e molti costumi, così come scure e cupe sono le tonalità che prevalgono quando il dramma si fa evidente. Alle atmosfere giocose e divertite della prima parte si sostituiscono infatti i momenti commoventi in cui il destino dei personaggi appare segnato irrimediabilmente. Alla fine “The Show must go on” e l’unico a uscirne incolume è proprio il teatro a cui Luhrmann sembra rendere omaggio reinventando il musical, attraverso una visione travolgente e unica.
Cosmopolis - Recensione Intenso e complesso il nuovo lavoro di Cronenberg, un po` surreale ma sempre immagine dei tempi che viviamo, con Robert Pattinson che supera l`esame di maturità a pieni voti...
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