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Mondo Za (2017)

Mondo Za - Recensione: un documentario sulla bassa reggiana sulle tracce dell’uomo Zavattini

È improntato sulla figura del cittadino più importante di Luzzara "Mondo Za", documentario su Cesare Zavattini, presente in voce e in video. Cesare Zavattini è stato poeta, sceneggiatore e pittore. Con la sua grande personalità ha segnato la storia del grande cinema neorealista. Eppure, è sempre stata una persona semplice, che non ha mai veramente abbandonato il suo paese d’origine Luzzara, sul fiume Po.

Insieme a lui sono protagonisti del documentario degli illustri sconosciuti che vivono in zona: i fratelli Wainer e Rino grandi pescatori, il pittore naif solitario Leo Pavone, il pensionato Giovanni appassionato di fotografia e il giovane rapper Prince originario del Ghana.

Pannone li segue nella loro vita quotidiana con la camera in spalla. Quello che viene fuori è uno straordinario racconto di vita quotidiana con un occhio al passato in una zona, dove la nebbia è sempre presente. C’è tanta poesia nelle immagini che passano sullo schermo, illuminate dalla fotografia di Pierpaolo Pessini.

Wainer e Rino cercano di dimenticare la crisi economica pescando grandi siluri. Lo stravagante Pavone porta in giro la sua solitudine e il suo cagnetto tra un quadro e un altro. Giovanni sulla sua bicicletta è una specie di guida della zona che porta il regista sulle tracce di un passato segnato dall’importanza del Partito Comunista. Il giovane Prince, insieme al suo amico Luck-Man rappresenta, invece, il futuro con le sue liriche musicali che nascono dalla scoperta di un grande uomo come Zavattini.

Mondo Za: un’opera semplice ma complessa al tempo stesso

È un film atipico per i tempi di uscita, le feste natalizie, “Mondo Za” ma molto importante per i più giovani che non conoscono il personaggio e per i più anziani che ricordano con nostalgia i tempi lontani del grande Partito Comunista. Una delle scene più d’impatto è l’immagine dei quadri rappresentanti tutte le icone del Pci, da Marx al mai dimenticato Enrico Berlinguer. Ci sono, però, anche i quadri naif del grande pittore svizzero Ligabue, che visse nella bassa reggiana nei suoi ultimi anni di vita. Il suo spirito folle è incarnato da una vecchia moto d’epoca che ancora cammina e passa davanti al bar di Luzzara davanti a Zavattini che con la sua coppola chiacchiera con i vecchi del paese.

“Mondo Za” è un piccolo ma pregevole film per palati fini da accompagnare con un buon bicchiere di Lambrusco nei freddi giorni invernali. Il film è proiettato all’Apollo 11 di Roma il 20 dicembre in attesa della prossima uscita ufficiale nelle sale cinematografiche.

Ivana Faranda

  • Regia: Gianfranco Pannone
  • Genere: Documentario, colore
  • Durata: 80 minuti
  • Produzione: Italia, 2017
  • Distribuzione: Movimento Film
  • Data di uscita: 20 dicembre 2017

Zavattini e la Bassa, un legame mai sciolto. Il grande intellettuale ci è andato fino alla fine dei suoi giorni a Luzzara. "Mondo Za" parte da questo legame tra il regista e questa terra; lo vediamo in rare immagine amatoriali insieme ai vecchi del paese, mentre si ferma a parlare in dialetto con la gente del luogo, confondendosi con gli altri abitanti come una persona che ritorna alle origini.

Mondo Za : un documentario sulle tracce di Zavattini

Il regista Gianfranco Pannone racconta la vita della Bassa Reggiana attraverso piccole storie di stravaganti personaggi del luogo. Sono il pittore solitario Leo Pavone, l’appassionato di fotografia Giovanni, il rapper di origine ghanese Prince e una famiglia indiana del Punjab.

"Mondo Za" è un ritratto vivido e poetico di un luogo dell’anima dove “tutto è plurale” e scorre la vita sul fiume Po. Un piccolo film sul passato dominato dal Pci e sul futuro in mano a immigrati integrati quanto mai nell’economia locale.