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Mickey Rooney - Biografia

Mickey Rooney: uno dei bambini prodigio di Hollywood
(New York, 23 settembre 1920)

Figlio di un immigrato russo, Mickey Rooney, all’anagrafe Joseph Yule Jr., nasce a New York il 23 settembre del 1920.
È uno dei bambini prodigio di Hollywood per eccellenza, calca le tavole del palcoscenico affianco al padre a soli due anni, partecipando a spettacoli di Vaudeville, commedie leggere dove la prosa viene intramezzata dal canto di strofe di brani famosi, l’antenato dell’attuale varietà.
È grazie a questa incredibile gavetta infantile che diviene un artista a tutto tondo, ballerino, cantante, attore, showman. A sei anni esordisce nel mondo della celluloide nel corto “Not to Be Trusted” di Tom Buckingham, cui segue una lunga serie di cortometraggi di cui è protagonista; nella maggior parte di questi, dal 1927 fino al 1934, Rooney impersona, con grande successo, Mickey McGuire, un famoso personaggio dei fumetti.
Dalla seconda metà degli anni Trenta fino al 1958, veste i panni di un nuovo personaggio, Andy Hardy, che nel 1939 frutta all’attore uno speciale Oscar in miniatura.
Nel ruolo di Andy è affiancato dalla splendida Judy Garland, legata a Rooney da una profonda e duratura amicizia. In questi stessi anni ha ruoli di spicco in numerose pellicole di successo, tra le quali ricordiamo: “Capitani coraggiosi” di Victor Fleming, del 1936; “La città dei ragazzi” di Norman Taurog, del 1938 dove affianca Spencer Tracy, col quale aveva già lavorato nel film precedente; ”Piccoli attori” del 1939, per il quale riceve la prima nomination agli Oscar; “Torna a casa, Lassie” del 1943, con la giovanissima Elizabeth Taylor; e sempre lo stesso anno è diretto da Clarence Brown in “La commedia umana”, che gli vale una nuova nomination agli Oscar. Durante le guerra è attivo alla radio per risollevare il morale alle truppe.
Nel dopoguerra lo ritroviamo sul grande schermo in tante realizzazioni, tra cui: “Parole e musica” del 1948, diretto da Taurog; “La pista di fuoco” di Edward Ludwig, del 1949; “Sabbie mobili” di Irvin Pichel, del 1950; “Marinai a terra” di Richard Quine, del 1953. Con “La soglia dell’inferno” di Lewis R. Foster, del 1956, ottiene un’altra nomination agli Oscar. Smessi i panni di Andy Hardy si impegna in tv: la CBS gli offre la possibilità di realizzare un programma tutto suo, il “Mickey Rooney Show”, col quale ottiene un buon successo.
Nel 1961 interpreta per BlakeEdwards, nel memorabile “Colazione da Tiffany”, il signor Yunioshi, in quanto all’epoca Hollywood non reclutava attori orientali.
Nel 1963 è diretto da Stanley Kramer in “Questo pazzo, pazzo, pazzo, pazzo mondo”, dove affianca nuovamente il grande Spencer Tracy.
Negli anni Settanta si dedica al teatro e al doppiaggio, e appare come guest star in diverse serie tv; tra le poche incursioni cinematografiche “Black Stallion”, di Carol Labbard, del 1979, che lo premia con una nuova nomination agli Oscar. Negli ultimi vent’anni è incredibilmente attivo su più fronti: è a Broadway in “The Wonderful Wizard of Oz” dove duetta con Ann Miller; nel 1994 è in “C’era una volta Hollywood” di Jack Haley Jr.; nel 1995 doppia se stesso in un episodio della serie animata di culto “I Simpson”; nel 1999 è in “Babe va in città" di George Miller; nel 2000 è nel film targato Disney “Il fantasma del Megaplex”.
Tra le ultime pellicole ricordiamo “Una notte al museo” del 2006, dove interpreta uno dei perfidi guardiani notturni che rendono difficile la vita a Ben Stiller. Unico attore vivente ad essere apparso in film muti, fa anche un’esperienza dietro la macchina da presa nel 1951 con “My true Story”, di cui ovviamente era il protagonista. Premiato nel 1983 con un Oscar alla carriera, detiene il record di permanenza sullo schermo, e ha ben tre pellicole in uscita.
Sposatosi otto volte ha avuto nove figli, di cui uno, il secondogenito, Tim, è morto nel 2006 a 59 anni. Il primo matrimonio è stato con Ava Gardner; dalla quarta moglie, Barbara Ann Thompson, non si è separato, purtroppo ne è rimasto vedovo; il suo ultimo matrimonio, con Jan Rooney, è uno dei più longevi dello star system, avendo superato il trentesimo anniversario.
Mickey Rooney è un artista completo, che ha accettato con eleganza e stile gli alti e bassi inevitabili in una così lunga carriera, e ha dato sempre il massimo, in ogni ruolo e mansione.

Maria Grazia Bosu

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