Sir Michael Caine, magnifico e profilico interprete inglese
(Londra, 14 Marzo 1933)
Sir Maurice Joseph Micklewhite, elegante e aristocratico come solo un gentleman sa essere, in realtà non nasce in una famiglia dell'antica nobiltà, ma è figlio di un operaio e una domestica. È la sua bravura, la sua corposa filmografia che hanno convinto la Regina Elisabetta ha insignirlo del titolo di baronetto.
E questo è solo uno dei tanti riconoscimenti che Sir Maurice, conosciuto da tutti come Micheal Caine, si è guadagnato in un lunghissima carriera.
La decisione di dedicarsi alla recitazione Caine la prende dopo un'infanzia difficile, un curriculum scolastico non brillante e qualche anno di servizio militare. Debutta in teatro negli anni '50 e nel 1955 sposa Pamela Haines, da cui divorzierà però tre anni dopo. Il suo primo successo al cinema è "Zulù" del 1964, ma tutti gli anni '60 saranno particolarmente proliferi. A "The Ipcress File" (1965) seguono nel 1966 "Funerale a Berlino" e "Alfie", nel 1967 "Il cervello da un miliardo di dollari ", "Sette volte donna" di Vittorio de Sica, con una brillante Shirley MacLaine, e nel 1969 "The Italian Job". Negli anni ‘70 Caine si dedica anche a pellicole drammatiche come "Non è più tempo di eroi" (1970). Il 1972 è l'annodel grande successo de "Gli Insospettabili" in cui si trova a lavorare con l'ineguagliabile Sir Laurence Olivier; mentre tre anni dopo lo troviamo sullo schermo in: "Il seme dell'odio", "Una romantica donna inglese" e "L'uomo che volle farsi re". Sono anche gli anni del suo secondo matrimonio con Shakira Baksh, da cui avrà una figlia. Il nome di Caine si affianca sempre più frequentemente a quello di altre grandi star: con Robert Redford, Sean Connery, Liv Ullmanne ancora Olivier, lavora in "Quell'ultimo ponte" (1977), con l'affascinante Jane Fondain "California Suite" (1978).
Non c'è decennio in cui abbia rallentato i suoi impegni: negli anni '80 gira "Vestito per uccidere" (1980) di Brian de Palma, "Fuga per la vittoria" (1981) di John Huston, lavora con Sidney Lumetin "Trappola mortale" (1982), a cui segue "Rita" (1983) e soprattutto "Hannah e le sue sorelle" (1986) di Woody Allen, con cui vince il primo Oscar nel 1987. Affianca Steve Martinin "Due figli di..." (1988) e diventa un improbabile Sharlock Holmes in "Senza indizio" (1988) accanto a Ben Kingsley.
Gli anni '90, oltre al titolo di baronetto gli portano il ruolo del medico abortista di "Le regole della casa del sidro" (1999) di Lasse Hallström con cui vince la seconda statuetta nel 2000. La carriera di Caine non sembra risentire di crisi o momenti di oblìo: dopo "The Quiet American" (2002), il film che Phillip Noyce ha tratto dal romanzo di Graham Greene, e il comico "Austin Powers in Goldmember" (2002), Caine approda alla saga di Batman, prima con "Batman Begins" (2005) e poi con "Il cavaliere oscuro" (2008) entrambi diretti da Christopher Nolan. Con lo stesso regista aveva già lavorato anche a "The Prestige" nel 2006 stesso anno di "I figli degli uomini" accanto a Clive Owen, nella trasposizione cinematografica del best seller di P.D. James.
Accetta anche di partecipare al remake di un suo vecchio successo, "Sleuth – Gli insospettabili" (2007) di Kenneth Branaghcon Jude Law. Per il suo ultimo film Caine si affida a un regista quasi esordiente, Daniel Barber con cui sta terminando "Harry Brown" in cui è un ex militare in pensione coinvolto in una storia nel mondo dei trafficanti di armi e droga.
Gli anni passano ma per il baronetto del cinema inglese le occasioni di stupire e conquistare pubblico e critica, sembrano non finire, come per la sua intepretazione in "Inception" (2010), diretto da Christopher Nolan, che lo vuole anche per "The Dark Knight Rises"(2012) .
I due soliti idioti Cast: Fabrizio Biggio, Francesco Mandelli- Genere: Commedia – Produzione: Italia 2012 – Distribuzione: Medusa – Data di uscita mercoledì 31 ottobre 2012...
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