Per la pubblicità su questo sito | CANALE DEL NETWORK DA 13 MESI | Network spettacolo

 
di Eco del Cinema affiliato al network portal 
  HOME | buon compleanno | news produzioni | personaggi | trailer | giovani star Email | I lettori del network su Facebook
Prossimamente
Recensioni
Box Office
Ritratti e Biografie
Festival



Iscriviti alla newsletter

Pubblica il tuo banner
in questo spazio


 

 

 

segnala il tuo sito web gratis | aggiungi ai preferiti | fai di questo sito la tua home page  

Mario Bava

(San Remo, 10 Agosto 1914 – Roma, 27 Aprile 1980)

Mario Bava nasce il 31 luglio 1914 a San Remo. È figlio di Eugenio Bava, eminente direttore della fotografia del cinema muto ("Quo Vadis?”, “Cabiria”, “Cenere”) e direttore del reparto effetti speciali dell’Istituto Luce. Il piccolo Mario, di conseguenza, cresce in un ambiente ricco della magia del cinema e lavora per alcuni anni come assistente del padre, fino a quando, nel 1930, tenta di rendersi autonomo, nella prospettiva di farsi una famiglia. Inizia a lavorare come assistente alla regia, divenendo nel 1939 direttore della fotografia, e lavora con Roberto Rossellini, G. W. Pabst, Raoul Walsh e Robert Z. Leonard. Nel 1956 collabora con Riccardo Freda a “I vampiri”, il primo horror italiano dell’era del sonoro: inizialmente Bava doveva occuparsi solo degli effetti speciali, ma poi segue la regia di metà del film, in seguito all’abbandono di Freda. Inizia così una carriera di “recuperi” di film lasciati a metà da altri registi: “Le fatiche di Ercole” (1958), “Ercole e la Regina di Lidia” (1958), “Caltiki il mostro immortale” (1959). Nel 1960 si cimenta nell’ultimo grande horror in bianco e nero, “La maschera del demonio”, che ottiene immediatamente un enorme successo internazionale ed incorona l’attrice Barbara Steele a icona del genere. Passa immediatamente dopo al Technicolor, con “Ercole al centro della terra” (1961), per tornare al bianco e nero solo con un’allusione a Hitchcock, ne “La ragazza che sapeva troppo” (1963). I film successivi, “I tre volti della paura” (1963), “La frusta e il corpo” (1963), “Sei donne per l’assassino” (1964) e “Terrore nello spazio” (1965) mostrano al pubblico tutte le sue capacità creative, ma causano anche la rottura del suo contratto con American International Pictures, che non lo ritiene più adatto alla fascia di intrattenimento per i ragazzi. Nel 1966, “Le spie vengono dal semifreddo” è un vero disastro, ma “Operazione paura”, dello stesso anno, diviene un classico del Gotico. Purtroppo, sempre lo stesso anno, muore anche il padre del regista, che decide di rimanere lontano dal cinema fino al 1968, quando Dino De Laurentiis gli offre “Diabolik”. Subito dopo, è la volta di “Odissea” (1969), di Rambaldi, e de “Il rosso segno della follia” (1969). Si cimenta anche nel genere western con film come: “La strada per Fort Alamo” (1964), “Ringo del Nebraska” (1966), co-regia con Antonio Romàn non accreditata, e “Roy Colt e Winchester Jack” (1970). Gli anni ’70 vedono una prima collaborazione del maestro con Dario Argento ne “L’uccello dalle piume di cristallo” (1970), poi la regia del giallo “Cinque bambole e la luna d’agosto” (1970), “Lisa e il diavolo” (1972), “La casa dell’esorcismo” (1975). La lavorazione di “Cani arrabbiati” (1974), che poteva essere un altro immenso successo, subisce un tracollo quando il produttore Roberto Loyola dichiara bancarotta: il film arriverà sul grande schermo solo nel 1996, 15 anni dopo la morte di Bava, col nome “Semaforo rosso”. Nel 1977 collabora col figlio Lamberto a quello che sarà il suo ultimo vero film, “Shock”, ed il canto del cigno è segnato da “La Venere d’Ille”, del 1978, prodotto per Rai TV e chiuso nel cassetto per due anni dai produttori, che lo rendono pubblico solo dopo la scomparsa del regista. L’ultimo partecipazione di Bava a un lungometraggio, in realtà, avviene nell’anno stesso della sua morte, il 1980, quando realizza gli effetti speciali di “Inferno” di Dario Argento, anche se non è mai stato inserito nei crediti del film. A posteriori, Argento ammise che Bava aveva anche diretto alcune scene in sua assenza, mentre era ricoverato per epatite. Un infarto stronca Bava il 25 aprile dello stesso anno, poco dopo un check-up che lo dichiarava in perfetta salute.

Claudia Resta

diventa amico di questo sito su Facebook
conoscerai gli autori del network e gli altri lettori


Scrivi la tua opinione sull'argomento
le tue opinioni saranno pubblicate nello spazio Forum


Il tuo nome

(facoltativo)





Voci correlate

 
 

RITRATTI

Altre news
sugli argomenti









Iscriviti alla newsletter

Se vuoi seguire le novità e gli aggiornamenti di questo sito, iscriviti alla nostra newsletter. Ti potrai cancellare dal servizio in qualsiasi momento.

scrivi la tua email

 

per pubblicare il tuo banner in questo spazio
Ricerca personalizzata

Altri articoli
su argomenti simili

News Social Network

News Ritratti

 

Network news
01/12/2008
COME RISPARMIARE SUI REGALI DI NATALE

01/12/2008
PAVIA - Quadri di un`epoca. Pavia tra gli anni `50 e `60

Network videonews

Tutte le videonews

 

 



Archivio news: 200812 - 200811 - 200810 - 200809 - 200808 - 200807 - 200806 - 200805 - 200804 - 200803 - 200802 - 200801 - 200712 - 200711 - 200710 -
  portale di Eco del Cinema (EDC) pagina pubblicata in 1 secondi
Le foto presenti su Ecodelcinema.com sono state in larga parte prese da Internet,e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione - indirizzo e-mail redazione@ecodelcinema.com che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate. Note Legali: questo sito web è di proprietà di Eco del Cinema a cui va la piena e unica responsabilità dei contenuti testali e grafici pubblicati sul sito - email redazione@ecodelcinema.com
Contenuti pubblicati secondo la licenza di utilizzo di Creative Commons salvo diverse indicazioni
Le foto presenti sul sito sono state in larga parte prese da Internet,e quindi valutate di pubblico dominio
Per chiedere la rimozione di foto o contenuti scrivere alla redazione del sito - Il network a cui il sito è affiliato non è responsabile dei contenuti pubblicati sui singoli siti.
per la pubblicità su internet