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Made in Italy (2018)

Made in Italy - Recensione: un film sulla vita, quella vera

Luciano Ligabue torna a lavorare su un set cinematografico a sedici anni dalla sua seconda pellicola, “Da zero a dieci”, per raccontare una storia semplice, di ‘vita normale’, nel senso migliore del termine. "Made in Italy" segue infatti la storia di Riko e Sara, del loro legame, e di tutto ciò che vibra e pulsa attorno a loro, mostrando la realtà di provincia, e nello specifico le vicende di persone ben definite, senza nessun intento di denuncia sociale.

Il racconto è centrato sui rapporti umani e sui sentimenti attorno ai quali questi rapporti si muovono: amore, grandi amicizie, desideri mai realizzati, delusioni e amarezze, gioia e noia. Ligabue segue il cittadino qualunque, che combatte ogni giorno per andare avanti, per trovare e tenere un posto al mondo, che si insacchino mortadelle, si faccia il commercialista, o si possieda un salone da parrucchiera. Quella di “Made in Italy” è un’Italia in affanno, che fatica a trovare un posto di lavoro e, una volta trovato, non sa quanto questo potrà durare.

Ligabue si è ispirato a ciò che conosce, a chi gli sta accanto, alle gioie e alle sofferenze dei suoi amici di lunga data, che a differenza del cantautore emiliano hanno ben pochi privilegi. Il film parte dall’omonimo concept album dell’artista, raccontando tra le righe i vizi che affliggono il paese, dal gioco d’azzardo alle deviazioni dell’informazione, ma anche come l’integrazione tra diversi sia possibile, ed il rispetto e l’accettazione dell’altro accrescano il singolo.

Made in Italy: un film sentimentale, una storia d’amore

Il terzo lungometraggio del talentoso Luciano è soprattutto la storia di Sara e Riko, del loro navigare assieme da decenni, a volte in acque tranquille, spesso nel mare in burrasca. Il regista mette l'accento su come incomprensibilmente, a volte, ci sfugga la portata di ciò che possediamo, assuefatti alla routine del quotidiano che svilisce ogni cosa.

Ad interpretare Riko c’è Stefano Accorsi, che il regista ha già diretto nel suo film d’esordio, “Radiofreccia”, mentre Sara ha il volto di Kasia Smutniak. Cinematograficamente la coppia funziona, i due navigati attori sanno mettere a nudo l’anima dei loro personaggi, grazie anche ad una macchina da presa che sta loro addosso, quasi a volerli assorbire. Ligabue si diletta in primi piani, sovente strettissimi, che immergono lo spettatore nella narrazione, a stimolare una sorta di partecipazione attiva alla scena.

Made in Italy: un bel film che portiamo a casa con noi

“Made in Italy” non è un film perfetto, e se il Ligabue regista dà un’ottima prova delle sue capacità, è il Ligabue dialoghista ad incappare in qualche ingenuità, ma la forza della storia è tale da superare anche le sue pecche. Il merito del narratore sta nell’aver saputo portare sullo schermo l’Italia di oggi, che schernisce se stessa, che non sa stare al mondo, che non si ama abbastanza. In una battuta del film si fa notare a ragione come non bisogna attendere il cambiamento dall’esterno, ma bisogna cambiare noi stessi, modificare il nostro punto di vista sulle cose.

“Made in Italy” è un bel film perché porta sullo schermo la vita, senza la mediazione della commedia, e senza indugiare sul dramma, senza cercare le lacrime dello spettatore, anche quando farne versare sarebbe facile, lasciando sempre aperta la porta alla speranza.

Maria Grazia Bosu

  • Regia: Luciano Ligabue
  • Cast: Stefano Accorsi, Kasia Smutniak, Fausto Maria Sciarappa, Walter Leonardi, Filippo Dini, Alessia Giuliani, Gianluca Gobbi, Tobia De Angelis, Leonardo Santini, Jefferson Jeyaseelan, Francesco Colella, Silvia Corradin, Giuseppe Gaiani, Naya Manson, Filippo Pagotto, Marco Pancrazi, Lorenzo Pedrotti, Ettore Nicoletti
  • Genere: Drammatico, colore
  • Durata: 104 minuti
  • Produzione: Italia, 2018
  • Distribuzione: Medusa Film
  • Data di uscita: 25 Gennaio 2018

Con una trama tratta dall'omonimo concept album del noto cantante, regista, scrittore e sceneggiatore Luciano Ligabue, "Made in Italy" entra a pieno titolo tra i lavori cinematografici dell'artista, tratti da alcuni suoi temi musicali, dopo i fortunati "Radiofreccia" e "Da zero a dieci".

Protagonista delle riprese - tenutesi tra Correggio, Reggio Emilia, Novellara, Roma e Francoforte - sarà nuovamente Stefano Accorsi, nei panni di Riko, dopo una prima collaborazione nel precedente "Radiofreccia", datato 1998.

Made in Italy: un'amore demoralizzato

"Made in Italy", secondo le dichiarazioni del rocker e regista, altro non è che una profonda dichiarazione d'amore non ricambiato verso il nostro 'Bel Paese'; narrata attraverso gli occhi dello stesso personaggio, protagonista anche del disco musicale intitolato nel medesimo modo.

Riko è un uomo come tanti, ligio al dovere e lavoratore per necessità, che vive assieme alla sua famiglia in un'appartamento che riesce a permettersi con difficoltà. Fortunatamente può contare sul suo gruppo di amici fidati e sulla moglie che, tra alti e bassi, non ha mai smesso di dimostrargli il suo affetto. Dopo tanti anni di sacrifici, suo figlio è il primo della famiglia a potersi permettere la strada universitaria e questa è per Riko una grande soddisfazione.

L'uomo, però, non vive con serenità il suo tempo e non vede di buon occhio il mondo che lo circonda, intriso di vane speranze e troppe frustranti delusioni.

Dal momento in cui le sue poche certezze, quelle che lo hanno sempre aiutato ad andare avanti, si sgretolano; la campana di vetro in cui fino ad ora è vissuto, si rompe e Riko comprende che l'unica via d'uscita per non finire schiacciato dall'inesorabile scorrere del tempo, è riuscire a trovare un modo per cambiare qualcosa, riprendere in mano i suoi anni e rimettersi in gioco.