“Madagascar 2”: in conferenza risate e riflessioni sulla tolleranza
Simpatia e molto affiatamento: queste le impressioni che i doppiatori americani e italiani del film di animazione della DreamWorks “Madagascar 2” hanno comunicato durante la conferenza stampa di presentazione all’hotel Hassler di Roma. Ancora una volta Ben Stiller e Chris Rock prestano la loro voce nella versione originale rispettivamente ad Alex il leone e Marty la zebra. Entrambi gli attori americani erano presenti nella capitale con i loro alter ego italiani Ale e Franz accompagnati dal boss della DreamWorks Jeffrey Katzenberg. Tutti molto entusiasti del lavoro svolto non si sono potuti sottrarre alla nostra domanda sul contributo personale apportato all’animazione del personaggio, alla quale Ben Stiller ha risposto: “Alex è un newyorchese, un attore, un vero performer e l’ho interpretato proprio così. Più che pensare che stavo doppiando un leone, mi sono concentrato su questi aspetti anche perché non so cosa significhi essere un animale, non sono molto in contatto con la mia natura animalesca”. Chris Rock: “Ho dato vita al mio personaggio, gli ho dato la mia personalità e le sfumature che mi caratterizzano.” Ale (voce italiana di Alex): “Il leone è infantile, giocherellone e questa cosa mi appartiene. Gli ho dato il mio segno zodiacale, ora mi sta crescendo anche la coda, forse è una conseguenza del personaggio. La mia coda è più folta però..” Franz (doppiatore di Marty): “Ho ancora l’incubo del doppiaggio. La zebra è divertente, sempre sopra le righe, estroversa. Mi sono identificato molto e mi sono divertito a farlo”. Già dalle prime battute si intuisce dunque il clima allegro della conferenza caratterizzato da gag esilaranti delle due coppie di comici, ai quali spesso ha fatto da spalla proprio il numero uno della casa di produzione Katzenberg.
Signor Katzenberg, fino a dieci anni fa c’era una legge nel mondo del cinema, secondo la quale i sequel difficilmente avrebbero uguagliato in incassi il primo episodio. Affrontate con preoccupazione o serenamente questo secondo capitolo di “Madagascar”?
Katzenberg: Nello specifico “Madagascar” è sempre stato concepito come una trilogia, ovviamente tutti ci auguravamo che il primo avesse successo per poter raccontare anche gli altri due. Qui abbiamo mantenuto lo stesso cast e team creativo del primo episodio. Questa volta c’è stato però un contributo di gran lunga maggiore perché tutti conoscevano meglio i personaggi, dunque si è raggiunto un risultato decisamente superiore.
Come immaginate il futuro dei vostri personaggi? Pensate di contribuire alle loro storie?
Stiller: Siamo strettamente collegati ai personaggi e al loro futuro. Credo che in questo episodio prevalga la storia e la complessità dei loro caratteri. Se faremo il terzo episodio, ci sarà un evento che li farà tornare finalmente a casa, magari facendo prima una sosta nella Roma antica dei gladiatori.
Rock: Ora i nostri animali passano ad affrontare problemi più leggeri ed immediati. Se nel primo “Madagascar” dovevano procacciarsi il cibo, ora vanno dallo psicologo a curare le loro nevrosi. Devono accettare l’idea di non poter tornare a New York nell’immediato.
Ale: In un eventuale terzo episodio a me piacerebbe andare in Irlanda o in Pakistan, oppure in quel nuovo grattacielo di Dubai.
Franz: Dubai va benissimo per me.
In “Madagascar 2” quanto è importante la diversità e quanto è necessario preservarla?
Rock: “Go Obama! E’ molto importante in un film per bambini che due animali differenti come un ippopotamo e una giraffa si innamorino e si fidanzino. Inoltre c’è l’amicizia tra la zebra e il leone che dimostra che, nella vita nonostante le diversità, si può essere amici.
Stiller: E’ un gran messaggio quello contenuto nel film: per volere bene a una persona non devi necessariamente somigliargli. Credo sia il nucleo centrale della storia.
Ale e Franz, avete faticato a spogliarvi del vostro gioco di coppia e sposarne un’altra oppure avete proseguito con la vostra complicità comica?
Franz: Il rapporto tra Alex e Marty è scritto molto bene, sicuramente abbiamo inserito durante il doppiaggio alcune dinamiche di coppia nostre. Ci ha aiutato molto il direttore del doppiaggio ad entrare nei personaggi, anche se siamo abituati a lavorare costantemente insieme e ciò ci ha avvantaggiato inevitabilmente.
Ale: La sceneggiatura era scritta benissimo, andava solo adattata. La tempistica inoltre era perfetta.
Katzenberg: Questi attori non ripetono semplicemente le battute ma le adattano al film. Non si può trascurare il contributo che i grandi attori possono dare anche nel doppiaggio. Ci sono tante sfumature che questi due bravi attori italiani hanno messo nel film.
Signor Katzenberg, quanto è aumentata la voglia dei divi di Hollywood di doppiare?
Katzenberg: Per noi avere i migliori attori del mondo aggiunge qualcosa di incommensurabile. Il pubblico viene a vedere il film d’animazione per poter ammirare i propri attori preferiti in queste performance. Fortunatamente gli attori si divertono nel processo di realizzazione del film perché danno libero sfogo alle loro idee. Questi prodotti sono ben realizzati, con ottime sceneggiature e tecniche, ciò spinge i grandi interpreti a volerne far parte.
Quanto vi siete divertiti nel doppiaggio?
Ale: Far ridere i bambini è sicuramente la cosa più bella che ti dà un gran senso di libertà. Ci sono battute eccezionali che faremmo anche noi durante gli spettacoli per il nostro pubblico.
Franz: Ci siamo divertiti tantissimo. Ridevamo noi per primi delle nostre battute, tanto che spesso dovevamo interrompere il lavoro. Secondo me questo film è migliore del primo, perché partivamo dall’affezione ai personaggi, li conoscevamo bene e sapevamo come dovevamo interpretarli.
Stiller: E’ molto più difficile per loro (Ale e Franz) arrivare dopo che noi gli avevamo dato vita. Noi doppiavamo mentre la sceneggiatura veniva realizzata, loro si sono infilati in una storia già esistente con dei paletti prefissati. Meritano dunque i nostri complimenti.
“Madagascar 2” sarà nelle sale italiane dal 19 dicembre in 650 copie e in Italia sale già la febbre dei fans dei quattro simpatici animali provenienti dallo zoo di Manhattan ora alle prese con la savana del continente africano.
Ilaria Capacci
27 / 11 / 2008
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