Lucio Fulci (Roma, 17 giugno 1927 – 13 marzo 1996)
Lucio Fulci nasce a Roma il 7 giugno del 1927. Versatile e prolifico regista, attore, sceneggiatore, produttore cinematografico, ma anche paroliere di Celentano in almeno due occasioni (“Ventiquattromila baci”, “Il mio bacio è come un rock”), Fulci approda al cinema quasi per caso. Dopo aver preso il diploma, intraprende gli studi di medicina che non porterà mai a termine e nel frattempo si guadagna da vivere come giornalista, alternando il mestiere di critico d’arte a quello redattore e documentarista del cinegiornale “La settimana Incom”. Si iscrive al Centro Sperimentale di Cinematografia e lì si diploma nel 1948. Da quel momento cominciano le collaborazioni, soprattutto con Steno, grazie al quale, nel 1953, lavora come sceneggiatore del film “L’uomo, la bestia e la virtù”, tratto dall’opera di Pirandello. Per circa sei anni si occupa delle sceneggiature dei film di Totò (“Totò all’inferno”, 1954, “Totò sulla Luna”, 1958), nonché dei due film di Steno che lanciano definitivamente Alberto Sordi, vale a dire “Un giorno in pretura” (1953) e “Un americano a Roma”, (1954). L’anno della svolta nella carriera di Fulci è il 1959, quando è richiesto da Totò che lo vuole espressamente come regista de “I ladri”. Da quel momento inizia una sottilissima e spesso geniale galoppata all’interno dei generi e dei codici. Il regista, in circa un decennio, passa con nonchalance da musicarelli come “Urlatori alla sbarra” (1960) a farse come “I due evasi di Sing Sing” (1964), a spaghetti western come “Le colt cantarono la morte… e fu tempo di massacro” (1966). Nel 1969 la sua vita è segnata dal suicidio della moglie e dalla morte della madre; inoltre “Beatrice Cenci”, uno dei suoi film più ambiziosi girato proprio durante l’anno, avrà molti problemi di censura. Sempre nel 1969 il regista gira il suo primo thriller “Una sull’altra”, debuttando nel genere che lo renderà più famoso e al quale farà seguito lo splatter “Una lucertola con pelle di donna” (1971). Durante tutti gli anni settanta realizza preziosi lavori morbosi e dai risvolti psicanalitici come “Non si sevizia un paperino” (1972), “Sette note in nero” (1977), “Zombie 2” (1979), “Paura nella città dei morti viventi” (1980), “Black cat” (1981). Dello stesso decennio i famosi “Zanna Bianca” (1973), “Il ritorno di Zanna Bianca (1974), “I quattro dell’apocalisse” (1975) e “Sella d’argento” (1978). Agli anni ottanta risalgono anche due incursioni nel mondo della televisione, “La dolce casa degli orrori” (1989) e “La casa nel tempo” (1989). Del 1990 è uno dei suoi film più riusciti e sottilmente psicanalitici “Un gatto nel cervello”. La sua ultima regia è del 1991, per un film dal titolo “Le porte del silenzio”. Lucio Fulci, dopo un periodo di forzata inattività, muore il 13 marzo 1996.
Laura Calvo
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