La nuova frontiera del cinema a portata di telecomando o di mouse è chiamata TV serial, una macchina da soldi adattata allo schermo di casa, intesa sia come televisione, sia come i 17 pollici del laptop personale. Un successo incredibile, una specie di rinnovamento hollywoodiano culturale che ha la sua naturale esposizione nelle serie tv, dal cui sfruttamento commerciale dipende il potenziale “rischio” di pellicole indipendenti o comunque dal lancio mondiale dal rendimento non assicurato: l’unica regola ormai vigente in tale mondo imprenditoriale ad investimento significa rientro economico almeno in pari. Dunque, la fortuna degli Studios è stato il rilancio delle proprie idee tramite una costante e progressiva immissione nel mercato audiovisivo di serie (veri e propri cult) seguiti da milioni di fans nel mondo, portatori di valori universalmente riconosciuti e collocati nell’ambito di generi filmici differenti, principalmente il thriller, il dramma e il fantasy. “Lost”, “Fringe”, “Herpes”, insomma prodotti Science-Fiction in versione tascabile oppure misteri nei borghesi sobborghi americani. Quello che fa presa sullo spettatore è l’energia, il ritmo e storie assolutamente coinvolgenti che permettono la facile identificazione con i personaggi chiave delle serie, nelle quali, a dispetto dell’eterno conflitto bene-male, il plot si concentra sulle varie dissimili psicologie dei protagonisti. Fenomeno di questo ultimo biennio, le serie tv si differenziano per stili e concetti di storie quotidiane, ambientante nelle grandi città e non, quelle che insomma siamo abituati a guardare sullo schermo. Grande innovatore e promotore delle saghe-mistero, Jeffrey Jacob Abrams, meglio noto come J.J. Abrams, è il volto nuovo che ha rivitalizzato le serie da piccolo schermo. Dopo aver diretto “MI: 3” e sceneggiato “Cloverfield”, dopo aver reso “Alias”e “Lost”dei successi planetari, ecco che “l’erede di Carter” ci trascina nell’universo sci-fi di “Fringe”. Quante volte davanti all’ennesimo episodio accattivante di “Lost” avete avuto la sensazione di non aver afferrato qualcosa? J.J. Abrams, l’artefice delle due serie appena nominate, vuole farsi perdonare con questo nuovo appuntamento che ha da poco terminato la sua prima stagione. Ora lo sceneggiatore-regista, dopo il successo americano di “Star Trek”, si rilancia sulla piattaforma cinematografica per eccellenza, con imminenti progetti insieme alla sua rodatissima equipe: gli sceneggiatori Roberto Orci, Alex Kurtzman e Damon Lindelof, oltre alla sua casa di produzione, la Bad Robots. Sebbene il business lo collochi in ogni settore della filiera filmica, tornare dietro la macchina da presa di un lungometraggio non ha prezzo.
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