Liz Taylor ancora regina dei party
È stata la regina della settima arte da quando era una bambina, ha percorso il cinema in ogni direzione con interpretazioni indimenticabili da “Cleopatra” a “Venere in Visone”, ha riempito per decenni i tabloids con le sue storie d’amore appassionate con Richard Burton e gli altri 6 mariti, ha subito operazioni all’anca e al cervello, ma la sua vera missione è mettere l’ immensa notorietà al servizio degli altri per la ricerca e la cura dell’ Aids - attraverso la sua fondazione amfAR - e per la difesa dei diritti individuali. E riesce ancora a farlo con grandissima presa su tutti, anche a 76 anni, costretta sulla sedia a rotelle e con il volto che lascia solo il ricordo di quella bellezza unica fatta di contrasti tra i capelli neri corvini e lo sguardo di iris. E’ successo giovedì sera all’ Abbey, locale di tendenza e gay bar di West Hollywood creato 15 anni fa da David Cooley, dove è arrivata vestita con occhiali scuri da diva, cappellino a fiori, e anelli con grosse pietre su ogni singolo dito, diventando il vero fulcro della serata. Ha sorseggiato con la cannuccia i cocktail della casa: un martini alla mela e uno all’anguria e non ha disdegnato anche un bicchierino di tequila. Il locale si è affollato in poco tempo di centinaia di persone che volevano vedere una delle più grandi star viventi. Liz non ha solo avuto una bella serata ma ha soprattutto dato il suo sostegno alla causa per cui si è recata in questo bar: la Trevor Fund, una fondazione creata da un politico inglese che organizza eventi di beneficenza per il sostegno e la prevenzione dei giovani in difficoltà, questa sera dedicata in special modo alla prevenzione del suicidio nei giovani omosessuali.
Paola Mattu Furci
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