Leone d'oro alla carriera per Francesco Rosi
Quasi 50 anni dopo il suo primo Leone d'oro, Rosi torna al Lido per l'importante riconoscimento alla carriera
Francesco Rosi, una delle personalità simbolo del cinema italiano, riceverà il 31 agosto il Leone d'oro alla carriera, in occasione della proiezione della copia restaurata del film "Il caso Mattei", già vincitore della Palma d'oro a Cannes nel 1972. Rosi aveva già vinto un Leone d'oro nel 1963 per "Le mani sulla città" e l'Orso d'argento a Berlino per "Salvatore Giuliano" nel 1961.
La motivazione del premio, secondo il direttore Alberto Barbera: "Con una lunga benché non troppo prolifica carriera, Rosi ha lasciato un segno indelebile nella storia del cinema italiano del dopoguerra. La sua opera ha influenzato generazioni di cineasti in tutto il mondo per il metodo, lo stile, il rigore morale e la capacità di fare spettacolo su temi sociali di stringente attualità. Ragione per la quale è stato ripetutamente accostato al Neorealismo dell'immediato dopoguerra e indicato come il padre nobile di quel filone di cinema impegnato che segnò in particolare gli anni Sessanta e Settanta della nostra produzione nazionale. Rispetto al Neorealismo, che pure contribuì in maniera decisiva alla sua formazione culturale, il cinema di Rosi rappresenta una decisa istanza di superamento, per la precisa volontà di mescolare una fortissima propensione a raccontare eventi, persone ed ambienti reali con quella che Fellini definì «la grande lezione artigianale del buon cinema americano».
Giuseppina Caliento
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