Legion: Episodio 01×05 – Chapter 5 – Recensione – Spoiler

Dopo la spasmodica attesa, mercoledì 8 marzo, nella festa delle donne, “Legion” si è esposto con il suo quinto episodio. La puntata, dal nome “Chapter 5”, si pone alquanto rivelativa: nuovi fondamentali dettagli affiorano in merito al ‘mistero’ David, al Diavolo dagli Occhi Gialli, con la prima autentica manifestazione ‘violenta’ degli immensi poteri del protagonista, in un clima thriller di suspence molto movimentata, con punte ansiogene e sequenze di alta creatività cinematografica.

Insomma, fra tutte le puntate andate in onda fino ad ora, “Chapter 5”, s’inserisce nello stile narrativo della serie, imponendosi come una delle più sperimentali, curiose ed efficaci.

Legion: Episodio 01×05 – Recensione: il mistero della ritrovata sicurezza di David

"Legion": David e Syd in ascensore.

David e Syd in tutta la loro neoacquisita ‘spavalderia’.

Dove eravamo rimasti? Dopo la trappola al faro e la fuga di The Eye, David e i suoi compagni ritornano a gambe levate a Summerland, trasportando una ferita e svenuta Kerry. Subito si nota qualcosa di nuovo e strano: in una veloce e spezzata conversazione con Melanie Bird in merito all’incontro con suo marito Oliver, troviamo un David molto più sicuro di sé, prepotente e altezzoso. Questo cambiamento caratteriale, che rende perplessa la stessa leader del gruppo di mutanti, si trascinerà per tutto l’episodio.

Ciò potrebbe derivare dal confronto che David ha avuto con Lenny, l’altro-sé, nel suo subconscio, nella puntata precedente: i due sembrano aver iniziato a collaborare, eppure sembra che sia più Lenny ad avere il controllo. Strana questa ‘mutazione’ repentina di atteggiamento, dalla fragilità ad una sicurezza e conoscenza di sé consolidate.

La nuova stabilità permette a David di essere più deciso e conscio delle proprie potenzialità. Riesce a creare un luogo illusorio dove finalmente lui e la sua amata Syd (‘deliziata’ da questo nuovo David) possano stare insieme: qui, in effetti, avranno il loro primo amplesso. Oppure può, di punto in bianco, sparire alla volta della prigione della Divisione Tre dove è rinchiusa la sorella Amy, per salvarla, destando l’apprensione e la preoccupazione di tutti i suoi compagni, che vi accorreranno in aiuto.

Ciononostante, qualcosa non torna: la sicurezza di David è un elemento stonato, se si pensa alla fragilità mentale e caratteriale che l’ha definito nelle quattro puntate precedenti. Il mistero è rappresentato dalla camera rossa della casa bianchissima sulla spiaggia ‘creata’ da David stesso per vivere l’amore di Syd. Una stanza che ricorda la camera oscura utilizzata dai fotografi, dove il protagonista confabula con Lenny: è come se lì venga simbolicamente ‘sviluppata’ l’immagine che il protagonista si cuce addosso nei rapporti interpersonali. Perchè una presenza così sinistra nel quadretto idilliaco-amoroso dell’atmosfera candida dell’illusione?

Legion: Episodio 01×05 – Recensione: “It wears a human face…Be careful…”

David è sempre più convinto di salvare la sorella. Perciò si reca al quartier generale della Divisione Tre. Melanie, Syd, Ptonomy e un altro mutante giungono in loco, ritrovandosi davanti ad uno spettacolo terrificante: morte, distruzione, cadaveri mutilati ovunque, incastonati in ogni superficie o bruciati. I quattro si addentrano nella struttura, avvolta da un clima pesante, ‘lampeggiante’ e cupo.

Melanie e il mutante telecinetico senza nome giungono alla sala controllo, dove iniziano a prender visione delle registrazioni. Osservano esterrefatti un David fanciullesco e indifferente dar prova del suo immenso potere, falciando uno a uno i soldati neri con facilità, finché…in una telecamera a infrarossi notano una stranezza: al posto di David c’è l’ansiogena fisionomia del Diavolo dagli Occhi Gialli.

"Legion": Melanie osserva gli effetti del potere di David.

Melanie Bird esterrefatta di fronte agli effetti distruttivi del potere di David.

Syd e Ptonomy, passando per corridoi pieni di corpi smembrati, s’imbattono nel mutilato capo della D3, agonizzante, il quale confida che David ha portato via Amy. Spirando lancia un sinistro avvertimento ai due: “It wears a human face. Be careful”, ovvero “Indossa un volto umano. Fate attenzione”.

Riunitisi tutti quanti, vengono contattati da Cary il quale, nel frattempo, ha fatto una scoperta agghiacciante: revisionando le registrazioni delle sessioni di risonanza magnetica cui è stato sottoposto il protagonista, ha una rivelazione che collega tutte le anomalie riscontrate nel caso David, dalle manifestazioni dei suoi poteri all’inefficacia del ‘lavoro sulla memoria’.

David è realmente schizofrenico. Nella sua mente vive un parassita, la coscienza a sé di un potentissimo mutante antico, il fantomatico Diavolo dagli Occhi Gialli, che lo controlla, ne manipola la mente e i ricordi. Il fatto che David stesso non sia in qualche modo crollato sotto una tale potente presenza è perché probabilmente egli stesso è altrettanto potente.

Legion: Episodio 01×05 – Recensione: dove tutto è iniziato, la ‘legione’ si rivela

Cambio di scena e ci ritroviamo nella vecchia casa dove il protagonista ha passato la sua infanzia. Qui vi ha condotto la sorella Amy, ma non per proteggerla: David (e i volti della sua ‘legione’) è ossessionato da quello che chiama il ‘segreto’ custodito dalla sorella. Sotto alta pressione psico-fisica, Amy confessa: David è stato adottato.

Melanie, Ptonomy, Syd e il telecinetico giungono alla vecchia casa, nel ‘regno’ di David dove vige la regola del silenzio: segue, in effetti, una lunga sequenza di assoluto mutismo e assenza di rumori, accompagnata da momenti sonori tesi e un crescendo musicale molto angosciante. Il gruppo è stato seguito dall’invincibile The Eye, sopravvissuto alla carneficina precedente. Il gruppo inizia ad esplorare la casa sinistra e cupa, giungono anche Kerry e Cary, che è riuscito a elaborare un marchingegno in grado di isolare l’entità che ha il controllo di David.

Il climax raggiunge il culmine quando sono riuniti tutti i personaggi, compreso The Eye (nei panni del telecinetico) che tenta di eliminare David. Il protagonista e Syd si ritrovano nella camera bianca, ma non sono al sicuro, lei non è al sicuro, giacché irrompe l’incontrollabile Diavolo dagli Occhi Gialli. Urla, inutili girotondi di fuga nella stanza, al momento nel quale sta per esser ghermita, il colpo di scena.

Clockoworks Psychiatric Hospital. Syd e il gruppo sono i pazienti, Lenny è la dottoressa.

Riavvolgi, tasto ‘play’ e si ricomincia.

Stacco

Titoli di coda.

Legion: Episodio 01×05 – Recensione: la prova del nove con il capitolo più rappresentativo e migliore della stagione fino a ora

"Legion": Lenny oltrepassa lo specchio.

Lenny attraversa lo specchio: in una serie oscillante tra realtà e finzione, anche una ‘citazione’ di “Alice nel Paese delle meraviglie”.

L’idea fondamentale di “Legion” è che sia la coscienza a dare forma al mondo: al di là di disquisizioni filosofico-gnoseologiche o meno, accettato questo assunto, la riflessione arriva alla provocazione. E se la coscienza fosse una pluralità, anche malvagia? Il mondo sarebbe un incubo. Questo è il mondo della migliore puntata vista finora, “Chapter 5”, dove la serie FX si conferma nella sua volontà di essere un viaggio narrativo dissonante e sperimentale. Il quinto episodio restituisce tutto il valore e la coerenza interna della serie, superandole. Sì: “Legion” è una delle serie più interessanti di questi primi mesi del 2017.

L’impressione generale delle prime puntate diviene realtà: le personalità indipendenti della mente di David sono tutte legate all’entità-parassita che si nutre del suo ospite. David ha un potere incommensurabile, ma non lo ha ‘conosciuto’ in modo da esserne cosciente e poterlo sviluppare a dovere, a causa di questa ingombrante e malvagia presenza che ha piegato la sua intera esistenza alla propria volontà.

Contemporaneamente, il confine tra realtà e finzione diviene sempre più labile: è ormai l’Essere dentro David a dettare le regole del gioco e dello svolgimento allucinante delle sequenze sceniche. L’atmosfera orrifica, incerta e precaria dell’incubo investe le scene topiche: il dialogo con il capo della Divisione Tre è classico e nuovo allo stesso tempo, basato sullo stereotipo dell’old man ammonitore di sventure, con una ripresa ad altezza di corpo e una psichedelica luce lampeggiante che ne contorna la fisionomia in procinto di immobilizzarsi definitivamente. Altra sequenza straordinaria è quella nella vecchia casa dove il sonoro viene completamente eliminato per alcuni minuti: la situazione di incomunicabilità è coadiuvata da un montaggio sonoro efficacemente ansiogeno.

Tensione, giusti climax musicali e sinistri negli istanti che fanno più sussultare, un’aria pesante tra il thriller e l’horror, slittamento continuo tra realtà e finzione, il cagnolino King, le apparizioni dell’Angry Boy, il picchettare della pallina da ping pong: tutti elementi che costiuiscono la dimensione orrifica e allucinata dell’incubo, del sogno negativo che irrompe nella storia. Questo ha un colore e una forma: il rosso angosciante che inonda la ‘candida illusione’ degli innamorati e l’orripilante figura del parassita che avanza minaccioso verso Syd.

David scompare. Perdizione. L’ultima sequenza sembra porsi come una diversa alternativa sugli eventi, forse ultimo appiglio di una mente al collasso che preferisce rifugiarsi nella negazione di tutto e nello stallo.

“Il mio nome è Legione – gli rispose – perché siamo molti”(Marco 5, vv. 9)

Sì, 5 puntate, 5 ‘caratteri’. Possiamo dirlo forte: questa serie è una ‘legione’ di narrazioni cinematografiche.

Marco Marchetti

09/03/2017

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