Le Tredici Rose – Recensione (Las 13 Rosas) Regia: Emilio Martínez Lázaro – Cast: Pilar López de Ayala, Verónica Sánchez, Gabriella Pession, Marta Etura, Teresa Hurtado de Ory, Nadia de Santiago, Enrico Lo Verso, Adriano Giannini, Bárbara Lennie, Alba Alonso, Cèlia Pastor, Silvia Mir, Sara Martín – Genere: Drammatico, colore, 112 minuti – Produzione: Spagna, Italia 2007 – Distribuzione: Film Export Group – Data di uscita: 28 agosto 2009
Una volta tanto il cinema dà voce anche alle donne e mette in scena ne “Le tredici rose” i fatti e le vicende, realmente accaduti, di 13 giovani donne capaci di combattere per i loro ideali che, come molto spesso accade, vennero accusate e condannate a morte ingiustamente, solo per aver espresso la loro opinione in maniera pacifica e per aver alzato la voce in nome della libertà. La vicenda ha luogo nel 1939 a Madrid, alla fine della guerra civile spagnola, che segna la salita al potere di Franco. Le protagoniste sono semplici e oneste cittadine, tuttavia ben presto diventano il capro espiatorio della lotta rivoluzionaria. Il commissario Fontenla sarà incaricato di scovarle, catturarle e imprigionarle dopo averle torturate. Le tredici detenute, soprannominate dalle loro compagne “le minori” per la giovane età, sono accusate di avere aiutato la ribellione e di avere partecipato al complotto per assassinare Franco, un complotto fittizio ma che fissa l’accusa, senza prove reali. Così il Tribunale Militare le condanna a morte e in 48 ore sono costrette ad affrontare il plotone d’esecuzione. Gli unici elementi che richiamano la storicità della vicenda sono riscontrabili esclusivamente nella grande ricostruzione scenica del film. Come hanno ammesso il produttore e il regista, il film non voleva rappresentare solamente un determinato momento storico, ma concentrarsi soprattutto sulle personalità delle giovani tredici donne. Un’entusiasmante interpretazione quella di Adriano Giannini che riesce, nonostante il suo viso angelico, a tirare fuori una freddezza e una spietatezza mai vista prima. Altrettanto eccellenti le prove degli altri attori italiani come Gabriella Pession e Enrico Lo Verso. Soprattutto quest'ultimo, che, nonostante avesse un piccolo ruolo, riesce comunque a colpire il pubblico e a sorprenderlo soprattutto nella sua scena clou. La drammaticità degli ultimi minuti, dal momento della condanna a morte all'attesa dell'esecuzione, è estremamente toccante e commuovente. L'attualità di questo film, sebbene sia una pellicola in costume, ambientata in un particolare momento storico, sta nella forza e nel coraggio di queste giovani donne. La loro storia ci insegna che dove c'è un'ingiustizia deve esserci un popolo pronto a combattere per far valere le sue idee. Qualunque sia l’età o il sesso ciò che conta è lottare per i propri ideali, non arrendersi mai e “non dimenticare”.
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