Le donne alla consegna degli Oscar L’80esima cerimonia della consegna dei premi Oscar si è conclusa con grande soddisfazione degli europei, con premi alla Spagna, alla Gran Bretagna, alla Francia e all’Italia. Anche gli americani sono stati ovviamente protagonisti della serata più importante dell’anno per l’industria del cinema. Vediamo nel dettaglio chi sono state le stelle più brillanti che hanno varcato la soglia del Kodak Theater, passando per il famigerato red carpet. Cominciamo con le vincitrici della statuetta: Marion Cotillard, bravissima interprete di “La vie en rose”, vincitrice nella categoria miglior attrice, splendida nel suo abito di Jean Paul Gautier color crema, ha ricevuto la statuetta trepidante, “speechless” senza parole, come lei stessa ha detto. Nei ringraziamenti, che aveva rinnovato anche quando ha vinto il Golden Globe, il Bafta e il Cesars, si è rivolta principalmente al regista Olivier Dahan, lo ha definito maesto, l’uomo che ha cambiato radicalmente la sua vita di attrice. Marion vive un momento d’oro, la sua interpretazione di Edith Piaf è piaciuta a tutti, e l’ha consacrata come grande attrice internazionale e il presidente Nicolas Sarkozy ha rilasciato un comunicato ufficiale per congratularsi del prestigioso premio. Nasce a Parigi nel 1975 da mamma attrice e papà regista teatrali. La sua carriera comincia una decina di anni fa con Luc Besson nel film “Taxxi” e suoi due sequel. Poi lavora con Tim Burton per “Big Fish” (2003) e in “Un’ottima annata” (2006) di Ridley Scott, in cui fa letteralmente girare la testa a Russel Crowe nei vigneti della Provenza. Attualmente sta girando tre film: “Public enemies” di Michael Mann, “Nine” di Rob Marshall e un progetto ancora senza titolo di Karim Dridi. È fidanzata con l’attore Guillaume Canet. Altra grande donna della serata è stata la Tilda Swinton, vincitrice del premio Oscar come migliore attrice non protagonista per il film “Michael Clayton”. Londinese, 47enne di ottima famiglia, colta e ribelle come solo gli inglesi sanno essere, prima attrice di teatro shakespeariano e poi di cinema. Negli anni ’80 e ’90 fu musa del compianto regista Derek Jarman in “Caravaggio”, “Aria”, “Edoardo II”, “Wittgenstein”, “Blue”. Bravissima ad interpretare più ruoli in più epoche in “Orlando” tratto dal romanzo di Virginia Wolf e portato sullo schermo da Sally Potter; poi in “Vanilla Sky” di Cameron Crow (2001). Attualmente sta lavorando alla prossima pellicola dei fratelli Coen “Burn after reading”. Altra donna rivelazione Diablo Cody, vincitrice della migliore sceneggiatura originale di “Juno”. Nata 30 anni fa a Chicago con il nome di Brook Busey-Hunt, la sua storia è già entrata nel mito: laureata in comunicazione nell’Iowa, per sbarcare il lunario fa un pò di tutto, fino a diventare una spogliarellista e lap dancer. La passione per la scrittura però continua a coltivarla, i suoi aneddoti trasgressivi vengono riportati nel suo blog “The Pussy Ranch” e in un libro di memorie. La stesura di “Juno”, che ha conquistato il produttore e ne ha creato un film di grande successo, la porta alla ribalta. Ora Diablo è contesa da più parti e sta lavorando con Steven Spielberg per una puntata della serie “The united state of Tara” interpretato da Toni Colette.
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