Laurent Cantet è il regista francese delle questioni sociali degli anni zero
(Malle, 15 Giugno 1961)
Laurent Cantet è uno dei registi attualmente più interessanti del panorama europeo. Un regista però ancora poco conosciuto soprattutto alle masse, anche per il suo carattere schivo e riservato. Nella sua filmografia c’è sempre una costante, ovvero far diventare straordinaria la normalità. Per questo è quasi una conseguenza che le sue storie abbiano come assoluto protagonista il proletariato delle nostre città.
Sono delle situazioni a cui nessuno farebbe caso nella quotidianità, ma che Cantet con il suo stile semi-documentaristico riesce a rendere immortali. È anche per questo che nelle sue narrazioni sono sempre raccontati solo i momenti più importanti, i punti salienti, accantonando tutto ciò che è superfluo; potremmo dire che i lustrini e le paillettes non trovano spazio nel mondo del regista francese.
La sua caratteristica principale è quella di essere costantemente pungente ed ironico, ma sempre rispettando la sua voglia di realismo. I suoi personaggi sono tutti uguali di fronte alle sue telecamere. Non c’è differenza né sociale, né di età: tutti sono scavati con insistenza per ritrovare nella loro anima la loro essenza.
La carriera di Laurent Cantet comincia dopo essersi diplomato alla prestigiosa scuola di cinema IDHEC, quando diventa l’assistente personale di Marcel Ophüls e partecipa al film “Veillées d’Armes” del 1994. Nello stesso anno gira il suo primo cortometraggio “Tous à la Manif”, con il quale vince il Premio Jean Vigo. Dopo una serie di corti che gli permettono di far circolare il suo nome negli ambienti cinematografici transalpini, dirige nel 1999 il suo primo lungometraggio “Risorse Umane”, apprezzato dalla critica, in cui sono già presenti in nuce tutti i temi che poi svilupperà nelle pellicole degli anni successivi: i problemi sociali, la frustrazione e l’alienazione del mondo di lavoro moderno, affrontando il tutto con il suo caratteristico sguardo critico.
Nel 2001 dirige “A tempo pieno” un'altra opera incentrata sulla difficoltà di conciliare lavoro ed affetti familiari. Dopo una pausa di 5 anni Cantet ritorna sul grande schermo con “Verso il Sud” (2005) in cui ha il piacere di dirigere la splendida Charlotte Rampling in una pellicola drammatica sullo sfondo di una esotica Haiti, in cui tre donne in carriera si recano per cercare conforto più che nel mare tra le braccia muscolose di un jinetero, cioè uno dei gigolò dei Caraibi.
Nel 2007 realizza invece “La Classe Entre le Murs”, tratto dall’omonimo romanzo di François Bégaudeau, che narra i problemiche una classe di una scuola di quartiere deve affrontare ogni giorno. Con questo film Laurent Cantet si è aggiudicato la Palma d’Oro al Festival di Cannes.
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