Con un volo spettacolare di 30 metri degno di 007, il responsabile della troupe di “Quantum of Solace” , Dunn Frase, è finito con l’Aston Martin di James Bond dritto nel Lago di Garda dove si stanno ultimando le riprese dell’ultima avvenuta dell’agente segreto. Ci sono voluti i sub per recuperare l’auto finita 55 metri sott’acqua dopo che Frase ne aveva perso il controllo sfondando la ringhiera della Gardesana. Il brutto incidente del week end, che per fortuna non ha avuto conseguenze drammatiche (Frase è riuscito a lanciarsi fuori dall’auto prima che si inabissasse), ha puntato i riflettori su uno dei protagonisti di tutti film della serie: l’auto, o meglio le auto, fedeli compagne delle avventure di 007. Non è sempre stata un’Aston Martin al servizio di Sua Maestà. Nel primo “Licenza di Uccidere” (1962) c’è un’auto sportiva, una Sunbeam Alpine Convertible classica e ancora senza i gadgets previsti dall’esperto Q. L’anno successivo in “Dalla Russia con amore” Bond guida una Bentley Mark IV mentre nel 1964 in “Goldfinger” entra in scena l’Aston Martin DB5, con radar, telefono, targa rotante, scudo antiproiettile e altri incredibili optionals. La stessa auto la vedremo in “Thunderball Operazione Tuono” (1965), trent’anni dopo in “Goldeneye” e nel più recente “Casinò Royale” (2006) in cui verrà usato anche il modello DBS 12. Alla DB5 Bond alterna la DBS e la V8 Vantage su cui erano montati tra l’altro il pulsante per l’autodistruzione e il propulsore jet. Tra le altre macchine di 007: ne “La Spia che mi amava” del 1977 vediamo una Lotus Esprit che si trasforma in sottomarino e in “Solo per i tuoi occhi” assistiamo alle incredibili evoluzioni di una Ford Mustang Mach 1. Sono Ford anche la Mondeo in “Casinò Royale” e la Farlaine in “Il domani non muore mai”. Nello stesso film Bond per la prima volta è al volante di una BMW, la 750IL, a cui seguiranno la Z8 in “Il mondo non basta mai” su cui era montato un sistema di riconoscimento tattile e la Z3 in “Goldeneye” che prevedeva una serie di optionals controllabili con il cellulare. Ma 007 non disdegna auto più modeste, come la Citroen 2CV in “Solo per i tuoi occhi” o il taxi Renault di “Bersaglio mobile”. Ovviamente non poteva mancare uno dei simboli del lusso per eccellenza: una Ferrari 355 GTS con cui la cattiva Famke Janssen in “Goldeneye” sfida l’Aston Martin di Bond sulle curve della Grande Corniche del Principato di Monaco, un omaggio al telefilm “Attenti a quei due” in cui Tony Curtis e Roger Moore si impegnavano in un gara di velocità sulle stesse strade, anche loro con un’Aston Martin e una Ferrari.
Barbara Mattiuzzo
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