L’Accabadora

  • Regia: Enrico Pau
  • Cast: Donatella Finocchiaro, Barry Ward, Carolina Crescentini, Sara Serraiocco, Anita Kravos
  • Genere: Drammatico, Colore
  • Durata: 97 minuti
  • Produzione: Italia, Irlanda 2015
  • Distribuzione: Koch Media
  • Data di uscita: 20 aprile 2017

L'accabadora posterIl film "L’Accabadora" si svolge negli anni ’40, ed è ambientato in due luoghi contrastanti e complementari della storia: un piccolo villaggio della Sardegna rurale e la frenetica città di Cagliari. Protagonista è Annetta (Donatella Finocchiaro), donna di circa trentacinque anni, taciturna e sempre vestita di nero, che svolge il ruolo di accabadora nel suo piccolo paese. L’accabadora altri non è che una figura della tradizione deputata a dare la “buona morte” ai moribondi, ruolo che viene tramandato di madre in figlia e che comporta sia la reverenza generale dei paesani ma anche una certa esclusione sociale, dovuta al legame di questo arcaico mestiere con il trapasso.

"L'Accabadora": la scelta di Annetta tra tradizione e modernità

Un evento cambia irrimediabilmente la vita di Annetta: la donna viene chiamata a dare la morte alla sorella Benedetta, madre di Tecla. Grazie alla conoscenza della nipote Tecla (Sara Serraiocco) – che fuggirà a Cagliari non appena scoprirà il compito che era stato affidato alla zia – Annetta si confronterà con la vita frenetica della città: qui ritroverà la curiosità per la vita e scoperchierà i suoi stessi sentimenti, sempre negati e frenati dalla solitudine e dall’esclusione derivanti dal suo ruolo di accabadora. Arrivata inizialmente a Cagliari per ritrovare la nipote Tecla, Annetta vi troverà l’amore per un giovane medico straniero (Barry Ward).

Ma la città di Cagliari si trova sotto i bombardamenti e le incursioni aeree e, a causa di varie vicissitudini, Annetta si troverà di fronte a un crocevia: riprendere il suo antico ruolo di accabadora, ricollocandosi nell’alveo della tradizione, o provare a vivere una vita diversa, per perseguire le sue vere inclinazioni e i suoi veri sentimenti.

Il regista Enrico Pau ha voluto costruire una storia attorno a «tre elementi narrativi eterni», che sono «Morte, guerra, amore», giocando sui contrasti tra la tradizione arcaica e la modernità, tra il sacro e il profano.

Related posts

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *