La siciliana ribelle - Conferenza stampa Oggi presso l’Ambasciata di Francia a Roma si è tenuta la conferenza stampa del film, opera prima di Marco Amenta, “La siciliana ribelle”, presentato al Festival Internazionale del Film di Roma 2008, nella sezione “Alice nella città”. Erano presenti il regista e i due attori protagonisti Veronica D'Agostino e Gérard Jugnot. Il film sarà nelle sale dal 27 febbraio in 58 copie. Ecco come hanno risposto alle domande dei giornalisti.
La mafia che tu racconti è molto lontana dall’ideale “romantico” di altri film che trattano l’argomento…
Marco Amenta: Come fotoreporter ho visto da vicino le vicende e i fatti mafiosi. Essendo siciliano ho avuto una conoscenza diretta di questo fenomeno criminale. Quello che ho cercato di fare in questo film è di ispirarmi alla realtà, senza romanzarla. Gli anni ’80 sono stati degli anni molto bui, e chi vive in Sicilia, e non mette i paraocchi, si confronta inevitabilmente con la realtà della mafia. La scelta di utilizzare attori non professionisti, mi ha dato l’opportunità di rendere giustizia alla realtà, non omettendo l’uso del dialetto. Ho cercato di non edulcorare le vicende, operazione molto simile a quella fatta da “Gomorra”.
Il film non è un biopic, benché ispirato a fatti e persone reali. Come attori avete una certa responsabilità nei confronti di persone realmente esistite?
Veronica D'Agostino: Quando ho preso parte al film, mi sono resa conto di quanto siamo piccoli in confronto a personaggi così importanti, come Rita Atria e Paolo Borsellino, che hanno sacrificato la propria vita in nome di ideali di giustizia e libertà.
Gérard Jugnot: Quando ho letto la sceneggiatura ovviamente conoscevo già il personaggio del giudice Borsellino, e inevitabilmente mi sono chiesto se essendo francese, e non italiano, potessi interpretare un ruolo simile. Interpretare un giudice che ha messo a repentaglio la sua vita e che nonostante le minacce di morte ha sempre continuato a fare il suo lavoro, mi pone di fronte a una grandissima responsabilità storica. Ho avuto modo di conoscere alcuni magistrati antimafia e questo mi ha permesso di capirne la mentalità e rendergli “giustizia”.
Com’è riuscito a rendere la “mafiosità” nel suo film?
Marco Amenta: Ho avuto modo di conoscere i collaboratori di Borsellino, e loro stessi adottavano un atteggiamento “mafioso”, che in qualche modo gli consentiva di comprendere più a fondo la psicologia dei malviventi. Mi hanno fatto capire che ti devi porre dalla parte di chi insegui per capire cosa pensa e come agisce.
Cosa l’ha affascinata di più del suo personaggio ispirato al giudice Borsellino?
Gérard Jugnot: Il suo eroismo, che rasentava il suicidio, anche quando sapeva che, dopo l’omicidio di Falcone, il prossimo sarebbe stato lui. Poi il suo rapporto con Rita, che la adotta come una figlia, perché vede in lei una ribellione al suo stato sociale.
Ha avuto modo di conoscere i parenti di Rita?
Marco Amenta: Per quanto riguarda la madre, mi è stato impossibile intervistarla, perché nella realtà è una persona ancora più dura di quella che ho rappresentato nel film. Nei confronti della figlia non ha manifestato il minimo appoggio, incatenata a leggi sociali di patriarcato e omertà. Vorrei precisare che io mi sono voluto ispirare ai fatti, i luoghi e i nome sono del tutto inventati, perché volevo tutelare quei collaboratoti di giustizia che vivono ancora sotto scorta.
Rita è un personaggio anti-giustizia?
Marco Amenta: Lei va contro lo Stato, ma non quello istituzionale che intendiamo noi, bensì la mafia, che nella realtà in cui vive diventa Stato. Rita lotta con tutta la sua forza per ribellarsi a quello stato e vivere da persona libera.
Cosa pensa di Rita?
Veronica D'Agostino: Ho visto la sua forza, la sua determinazione. Il fatto che si sia uccisa io non la vedo come una sconfitta, perché desiderava avere una vita normale come ogni ragazza della sua età, e tornare nel proprio paese. L’impossibilità a realizzare i propri desideri la spinge a fare una scelta del genere, ma non perché abbia ceduto alla mafia. Il suo non è un gesto di arrendevolezza.
Nel personaggio di Rita del suo film quanto c’è della vera Rita?
Marco Amenta: C’è tutto di lei. Nell’ultima parte del film ho scelto di mostrare delle immagini reali di Rita Atria e del suo funerale, proprio perché volevo nel finale un ritorno alla realtà.
Serena Guidoni
25 / 02 / 2009
Pagine correlate Conferenze Stampa
Commenti e opinioni
Scrivi
il tuo commento sulla pagina
'La siciliana ribelle - Conferenza stampa '
Contatti
Per contattare la redazione del sito Ecodelcinema scrivere all'indirizzo email redazione@ecodelcinema.com
Link e bibliografia
Link utili per approfondire il tema Conferenze Stampa
Segnala un sito/link di approfondimento
|
|
|
|
|
Film in uscita
Dal 10 febbraio
____________________________
Dal 17 Febbraio
___________________________
Dal 24 febbraio
___________________________
Dal 2 Marzo
___________________________
Dal 9 Marzo
___________________________
Dal 16 Marzo
___________________________
Dal 23 Marzo
___________________________
Dal 30 Marzo
___________________________
Dal 06 Aprile
___________________________
Dal 13 Aprile
___________________________
Dal 20 Aprile
__________________________
Dal 25 Aprile
__________________________
Dal 30 Aprile
__________________________
Dal 4 Maggio
__________________________
Dal 11 maggio
__________________________
Dal 18 maggio
_________________________
Dal 25 maggio
________________________
Dal 1 giugno
________________________
Dal 8 giugno
________________________
Dal 15 giungo
_________________________
Dal 22 giugno
- I tre marmittoni
- What to Expect When You're Expecting
________________________
Dal 29 giugno
- The Big Year (Dal 27/06)
- Il cammino per Santiago
________________________
Data da definire
___________________________________
|

|