La Route 66 in "Un bacio romantico" Quando un anno fa fu presentato al Festival del cinema di Cannes, del film del regista cinese Wong Kar-wai, "My blueberry night", venne sottolineata una particolarità: era il primo lavoro che il grande cineasta girava lontano dalla sua terra. Ora è nelle sale italiane con il titolo “Un bacio romantico”, omaggio alla splendida inquadratura dall'alto del bacio fra la debuttante Norah Jones e un’irresistibile Jude Law. Possiamo così goderci una storia dolce e magica, quasi interamente girata in interni notturni, tra New York, Memphis e Las Vegas, città di cui avvertiamo la presenza, ma che il regista non ci mostra mai. Poi Wong Kar-wai ci regala dei bellissimi scorci della Route 66, la mitica strada entrata nel cuore dei viaggiatori on the road. Grazie alla raffinata fotografia dell’iraniano Darius Khondji e al curato montaggio di William Chan vengono esaltati magistralmente gli sconfinati paesaggi da percorrere in moto, in camper o su un’auto scoperta per godersi il sole e l’orizzonte. Fonte di ispirazioni per scrittori come John Steinbeck, immortalata in canzoni, programmi tv e film, (tra gli ultimi il cartone animato “Cars - Motori Ruggenti”, i cui protagonisti vivono nella cittadina di Radiators Spring proprio sulla Strada 66), la Route 66 fu aperta al traffico nel 1926 come collegamento tra Chicago e Santa Monica. Nei decenni ha visto transitare sui suoi quasi 4.000 chilometri, milioni di viaggiatori che spesso andavano a tentare la fortuna in California. Nel 1985, ormai superata dalle highway a quattro corsie, venne ufficialmente cancellata dalle mappe stradali e ora esiste solo come Historic Route, strada ad interesse paesaggistico, per la gioia di turisti e anime vagabonde come le due belle protagoniste del film, Norah Jones, una donna in fuga da un amore sbagliato e da un nuovo amico (uno strepitoso Jude Law) e Natalie Portman una sfortunata giocatrice d'azzardo. Viaggiare sulla Route 66, “The Mother Route” come viene spesso chiamata, vuol dire vedere un volto degli Stati Uniti molto diverso dalle grandi metropoli tutte grattacieli, traffico e cemento. Potete percorrerla tutta, con molta calma e magari concedervi qualche deviazione nelle riserve indiane, nel Gran Canyon dell'Arizona o dello Utah, o tentare la fortuna nei casinò di Las Vegas. I destini delle due donne si divideranno a un bivio della Strada 66, concludendo quel viaggio che Wong Kar-wai in modo intenso e romantico ci ricorda comincia innanzitutto dal proprio animo.
Barbara Mattiuzzo
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