La peggior settimana della mia vita - Conferenza stampa Anteprima capitolina della commedia “La peggior settimana della mia vita”, con Fabio De Luigi, Cristiana Capotondi e fra gli altri un’inedita Monica Guerritore
Arriva nelle sale la prima fatica dietro alla macchina da presa di Alessandro Genovesi, già autore di “Happy Family”, portato sullo schermo da Gabriele Salvatores.
A presentare la divertente commedia, in uscita con ben quattrocento copie il 28 ottobre, in pieno Festival del Film, il cast al completo (mancava solo Arisa), il regista e la produzione. C’era persino Ettore, il cane di famiglia, che ha deliziato i presenti con una sgambata in sala.
L’dea per il film è stata tratta da una sit-com inglese, della BBC, “The Worst Week of my Life”, ma la pellicola riporta alla mente anche quel filone di commedie americane, alla quale appartiene di diritto “Ti presento i miei”, al quale la pellicola strizza l’occhio, in cui si procede attraverso gag che portano avanti la storia: “Trovo questa comicità interessante, da noi poco sviluppata, dove non contano solo le battute, ma anche le situazioni”, afferma il regista, che ritiene questo tipo di comicità più elevata.
Dato il titolo, il cast, interpellato a riguardo, si diletta a pensare alle proprie settimane no. Scopriamo così che sono tutti abbastanza fortunati, o fanno finta di esserlo, non si lamentano infatti, e più che di settimane no parlano di giorni no. Certo c’è anche chi ne ha collezionato talmente tanti d’aver perso un anno e mezzo di vita, come Nadir Caselli. C’è poi chi, come Andrea Mingardi, parla della miglior settimana della propria vita, quella sul set:”Innanzitutto, è questa è autopromozione, mi hanno dato la possibilità di uscire dalla sala di registrazione, uscirà infatti a breve un lavoro che ho fatto con Mina, e poi mi sono divertito. E’ bello contrastare con la moda vigente, del ridere sguaiatamente e volgarmente, mi auguro che non solo ci sia un sequel, ma che il film apra un ciclo”, in cui la commedia brillante italiana trovi quella qualità che solitamente viene sacrificata per favorirne il ritmo.
Una delle sorprese del film è la Guerritore, per la prima volta alle prese con un ruolo comico: “La vita è fatta di tante piccole svolte, sono contenta di avere sempre l’opportunità di fare. Per questo ruolo devo ringraziare anche Luca Di Nardo, mio agente da un anno, anche lui una piccola svolta.”
La curiosità dei giornalisti in sala è tanta, così Siani confessa che ha in fase di realizzazione un film come regista, probabilmente nelle sale il prossimo anno; De Luigi che ama il cinema per intero, e pur non essendosi voluto cimentare in passato dietro alla macchina da presa ora “Perché no?”. La Guerritore poi, parla del film “La bella gente”, di cui è protagonista assieme ad Antonio Catania, per tranquillizzare gli estimatori di quest’ultimo, desiderosi di vederlo in un ruolo da protagonista assoluto.
Quando a Catania viene chiesto se si sia ispirato a De Niro per il ruolo in questo film, questi candidamente:”E’ lui che si ispira a me!”
La promessa sposa ha le fattezze di Cristiana Capotondi, nota per i ruoli da eroina romantica, ma perfettamente a suo agio anche nelle situazioni comiche, spera infatti di fare tanti altri film divertenti:”Ho sempre amato le commedie, soprattutto quelle con un riferimento romantico, amo che si combini il divertimento con la classe, grazie anche a una continua attenzione a non cercare la risata in luoghi già conosciuti, per me è un gioco al rialzo”.
Il regista per le musiche ha optato per ritmiche swing, “Molto adatte come sottofondo, tengono l’attenzione”. Non manca una gaffe: dice che sarebbe stato ovvio affiancare a Mingardi, uomo attempato, una bellona, per questo ha scelto Arisa, che di sicuro non ha la bellezza come qualità principale. E giù risate e commenti, Siani dice d’aver finalmente capito perché la ragazza non è presente, e i tentativi di Genovesi di correggere il tiro peggiorano la situazione.
C’è tempo anche per parlare delle pubblicità inserite nelle pellicole, personalmente condividiamo il pensiero della Guerritore:”Finché il prodotto aiuta economicamente bene, qualora imponessero dei ‘testimonial’ bisogna dire no”.
L’ultima parola è di Ferrari, della Warner, orgoglioso degli investimenti della casa nel cinema nostrano, cosa che fino a pochi anni fa era restia a fare:”Siamo convinti che è un nostro compito aiutare l’industria cinematografica, è un modo per rendere omaggio agli artisti italiani”.
Daniele Battistoni
21 / 10 / 2011
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