KURT RUSSELL - BIOGRAFIA
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Kurt Russell - Biografia

Kurt Russel esordisce sul grande schermo da bambino, fino a percorrere con luci ed ombre il cammino dorato di Hollywood

(Springfield, 17 Marzo 1951)

Kurt Russell nasce il 17 Marzo 1951 a Springfield, capoluogo della contea di Hampden nello stato del Massachusetts, famosa per essere città natale di altre brillanti personalità, tra cui Timothy Leary (scrittore-psicologo), Linda Perry (cantante), Antonio Thomas (wrestler). Bing Russell, il padre, è un attore di serie televisive, nonché giocatore di baseball professionista. Kurt eredita da Bing sia la passione per il cinema che quella per lo sport.

Dopo aver frequentato la Thousand Oaks High School, il piccolo Kurt debutta a soli dieci anni, firmando un contratto pluriennale con la Disney fino al 1975. In questo periodo appare sul grande schermo in “Bionde, Rosse, Brune…” (1962) accanto al celeberrimo Elvis Presley, diretto da Norman Taurog in una storia che ha per protagonisti due amici per lapelle col vizio per le donne e il gioco, in un’atmosfera musicale. A questa pellicola segue “Il computer con le scarpe da tennis” (1970), dove interpreta il giovane Dexter Reilly che, colpito da una scarica elettrica, acquisisce tutta la memoria di un computer: ciò gli permette di vincere un quiz televisivo e salvare la sua scuola dalla bancarotta e da un crudele gangster. Lo rivediamo in “Spruzza, sparisci e spara” (1972), sequel del film appena citato, dove è sempre Dexter che, con gli altri studenti, grazie all’aiuto di uno sprayche rende invisibili, vuole salvare la sua scuola. In questi due lavori è diretto da Robert Butler. Ancora scuola con “L’uomo più forte del mondo” (1975), in cui gli studenti scoprono un ingrediente che, mescolato con i cereali della prima colazione, produce effetti strabilianti. Come il padre partecipa nel frattempo ad alcune serie televisive come “L’isola di Gilligan” (1965), “Il virginiano” (1964 - 1965), “Lost in Space” (1966), “Il fuggitivo (1964 - 1966), “Ai confini dell’Arizona” (1970), “Sulle strade della California” (1974 - 1975).

Poco più che ventenne è già un volto noto e apprezzatissimo del cinema e della tv americana, richiesto per numerosi ruoli ma vincolato e limitato dal contratto con la Disney, che gli impedisce di vestire i panni di Han nella saga di “Guerre Sellari” di George Lucas del 1977. Intanto, sempre come il padre, si appassiona al baseball tanto che comincia a giocare nella minor league con i California Angeles ma nel 1973 è costretto a ritirarsi per un infortunio alla spalla. Tra i vari impegni trova il tempo di sposare l’attrice Season Hubley proprio alla scadenza del contratto decennale. Segue un periodo di pausa in cui può far chiarezza sui suoi molteplici interessi. Nel 1980 è sotto i riflettori nella brillante commedia di Robert Zemeckis “La fantastica sfida”. Amato da adulti e bambini nel 1981 si cimenta nel doppiaggio di “Red e Toby nemiciamici”. Legato da una profonda amicizia con John Carpenter lavora in molte sue pellicole tra cui “Elvis – Il re del rock” (1979) che riassume la storia del memorabile cantante che ora ha l’onore di interpretare; “1997 – Fuga da New York” (1981) in cui è accanto alla moglie Season e introduce un personaggio icona del cinema: Jena Plissken; “La cosa” (1982) capolavoro del regista tratto dal racconto di John W. Campbell, accompagnato dalle splendide e agghiaccianti musiche di Ennio Morricone, primo episodio della trilogia composta da “Il signore del male” e “Il seme della follia”. Questo film gli regala un successo incredibile. Tra i molteplici interessi spicca quello per il volo. Infatti, presa la licenza di pilota nel 1980, si presenta alle audizioni per “Flash Gordon” ma la parte va a Sam J. Jones e il film risulta un flop.

Il successo registrato con i film di Carpenter gli assicura ruoli importanti e di altrettanto successo in “Silkwood” (1983) dove, diretto da Mike Nichols, affianca Cher e la strepitosa Meryl Streep e si guadagna una nomination come Miglior Attore non Protagonista ai Golden Globes; “Tempo di swing” (1984) di Jonathan Demme in cui recita con la bellissima Goldie Hawn, che conosce nel 1983 e gli fa letteralmente perdere la testa, tant’è che ancora oggi il loro amore resiste alle intemperie hollywoodiane. La coppia ha un figlio, Wyatt, anche lui attore. La carriera di Goldie non va a gonfie vele, mentre Kurt lavora ancora con Carpenter nel fortunatissimo “Grosso guaio a Chinatown” nel 1986 in cui è un eroe buffone-sbruffone che nel momento del bisogno è irreperibile e impegnato in qualcos’altro. Successivamente è impegnato con la commedia ”Una coppia alla deriva” (1987) diretto da Garry Marshall. A questo film segue un flop gigantesco con “Tango & Cash” (1989) di Andrei Konchalovsky, che mette in mostra il perfetto fondoschiena di Kurt e che nonostante tutto rimane una pellicola simbolo degli anni Ottanta, semplicemente troppo snobbata all’epoca. Ci riprova con “Fuoco assassino” nel 1991, “Abuso di potere” nel 1992 e “Tombstone” nel 1993 ma gli anni Novanta sembrano non proprio favorevolipoiché questi film non riscuotono il successo sperato. Nel 1994 partecipa a “Stargate” di Roland Emmerich, in cui è il colonnello O’Neil. Si susseguono piccoli lavori che non lo appagano affatto, fino al 1996 in cui Carpenter lo prende con sé ancora una volta in “Fuga da Los Angeles” che gli restituisce una discreta parte della fama perduta.
Nel 1998 Jonathan Mostow lo sceglie per “Breakdown – La trappola” e dopo quattro anni, nel 2001, è protagonista di “Larapina” di Demian Lichtenstein. Sempre nel 2001 è nel cast di “Vanilla Sky” con Tom Cruise diretto da Cameron Crowe. Nel 2002 Ron Shelton lo vuole per interpretare il sergente Eldon Perry in “Indagini sporche – Dark Blue” e nel 2004 gira “Miracle”di Gavin O’Connor. Nel 2005 è protagonista di “Sky High – Scuola di superpoteri” di Mike Mitchell ma non piace al pubblico. Nello stesso anno con la piccola Dakota Fanning lo troviamo in “Dreamer – La strada per la vittoria”. Nel 2006 veste i panni di un padre protettivo in “Poseidon” del regista Wolfgang Petersen, che è aspramente criticato per questa pellicola, definita addirittura priva di stile. L’unico in grado di ridare fama e successo al Kurt è il geniale Quentin Tarantino, che nel 2007 lo fa entrare nel cast dell’horror “Grindhouse – A prova di morte”.

Kurt Russell con il suo talento, sbocciato nel fiore degli anni, che ha conquistato gente di ogni età, è uno di quei pochi attori innamorato realmente del suo lavoro, capace di non farsi seppellire e prosciugare dagli insuccessi ma di tenere duro e sperare sempre in una rinascita che se meritata, arriva.

Giusy Del Salvatore

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