Kevin Kline è un attore poliedrico e camaleontico: sa essere comico, drammatico o satirico
(St. Louis, 24 ottobre 1947)
Non è possibile catalogare Kevin Kline in un ruolo preciso nel panorama cinematografico. E' stato un attore drammatico, ma anche comico, satirico, romantico e proprio in questa capacità camaleontica si racchiude la sua bravura.
Alle spalle Kline ha una lunga esperienza teatrale nata addirittura sui banchi delle elementari. Si fa coinvolgere in molte produzioni dalle scuole all'università e dopo la laurea si trasferisce dalla nativa St. Louis a New York. Per tutti gli anni '70 si dedica al palcoscenico e diventa uno dei migliori interpreti shakespeariani.
Al cinema arriva nel 1982 quando, diretto da Alan J. Pakula, recita accanto a una strepitosa Meryl Streep nel drammatico "La scelta di Sophie". L'anno successivo lavora con un'altro importante regista, Lawrence Kasdan, nel bellissimo "Il grande freddo", con un cast di tutto rispetto in cui troviamo anche William Hurt, Glenn Close, Jeff Goldblum e Tom Berenger.
Con Kasdan, Kline collaborerà ancora nel 1985 nel western "Silverado" con Kevin Costnere Danny Glover, nel 1990 nel divertente "Ti amerò fino ad ammazzarti", dov’è un pizzaiolo latin lover e nel 1991 nel drammatico "Gran Canyon", dove ritrova Danny Glover.
Sarà con un ruolo comico che Kline vincerà un Oscar come Miglior Attore non Protagonista: è il 1988 e il film è la divertente commedia "Un pesce di nome Wanda" (con la figlia d'arte Jamie Lee Curtis), dove si trasforma in un componente di un’improbabile banda di ladri di gioielli. Passa poi a interpretare il sosia del presidente degli Stati Uniti in "Dave – Presidente per un giorno" (1993), con Sigourney Weaver e Ben Kingsley.
Ma, come si è detto la sua bravura sta proprio nell'alternanza di caratteri e così lo ritroviamo nel drammatico e intenso "Tempesta di ghiaccio", di Ang Lee, ancora con Sigourney Weaver e un gruppo di giovanissimi attori a cui il film porterà fortuna: Tobey Maguire, Christina Ricci e Elijah Wood.
Nello stesso anno, il 1997, eccolo nel brillante "In & Out" in cui è lo spiritoso fidanzato di Tom Selleck a cui seguirà "Wild Wild West" (1999), con Will Smith, che gli farà vincere il Razzie Award come Peggior Attore dell'anno, riconoscimento che certo non oscura la sua grande bravura.
Nel 2002 è il professore di un college, sulla scia de “L’attimo fuggente”, nella pellicola di Michael Hoffman "Il club degli imperatori" e, nel 2004, vesti i panni di Cole Porter nel biografico "De-Lovely".
Nel 2006 Kline torna alla comicità ne "La Pantera Rosa", dov'è il capo della polizia Dreyfus e, sempre lo stesso anno, lavora in uno degli ultimi film di Robert Altman, "Radio America" dove ritrova la grande Meryl Streep, nel racconto del dietro le quinte dell’ultima puntata di una trasmissione radiofonica degli anni ’70.
I suoi ultimi lavori sono la commedia “Certamente, forse” (2008) con la piccola ma lanciatissima Abigail Breslin, il francese “Joueuse” (2008) con Sandrinne Bonnaire e la voce di André nel cartone animato “Le avventure del topolino Despereaux” (2008).
A Kevin Kline il cinema deve riconoscere la sua capacità di non cristallizzarsi in un genere, di rinnovarsi e sfidarsi in ruoli sempre nuovi e diversi, per mettere alla prova in ogni copione, con volontà e intelligenza, il proprio talento, un esempio per ogni giovane debuttante davanti alla macchina da presa.
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