Keira Knightley - Biografia
Keira Knightley, tra le giovani attrici anglosassoni più magnetiche degli ultimi tempi
(Uk, Teddington, 26 marzo 1985)
L’affascinante Keira Christina Knightley nasce in un sobborgo di Londra dalla sceneggiatrice Sharman MacDonald e dall’attore Will Knightley. Da cotanti genitori la piccola Keira non poteva che ereditare la passione per il set, che si fa già sentire a tre anni quando, come narra la leggenda, chiede ai suoi un agente come regalo di compleanno.
L’attrice e il fratello maggiore Caleb frequentano le scuole locali, dove si evidenziano ben presto i suoi problemi legati alla dislessia che, tuttavia, non le impediscono di imparare a memoria i primi copioni. A soli otto anni, infatti, debutta con un episodio nella serie TV “Screen One: Royal Celebration” (1993) e prosegue due anni dopo sempre per la TV inglese con “A Village Affair”. Il primo ruolo degno di nota al cinema risale al 1999 con “Guerre Stellari Episodio I - La minaccia fantasma” di George Lucas, in cui veste i panni dell’ancella di Natalie Portman. Le due attrici erano talmente simili con il trucco di scena, che per diversi anni si è creduto che fosse la Portman ad interpretare entrambi i personaggi. A 16 anni Keira si iscrive alla London Academy of Music and Dramatic Art mentre continua a lavorare tra cinema e televisione.
Nel 2001 è sul set di “The Hole”, il thriller di Nick Hamm, nel quale appare anche in una breve scena di nudo. Di sicuro la pellicola che la fa conoscere a livello internazionale è la divertentissima commedia “Sognando Beckham” (2002) che, sotto la regia dell’indiana Gurinder Chadha, parte come un prodotto a basso budget e finisce con l’incassare 76 milioni di dollari in tutto il mondo! Qui l’attrice londinese è Jules che, insieme all’amica indiana Jess, sogna di diventare una star del football come il loro idolo David Beckham. Dopo “Pure” (2002), scarsamente distribuito in Europa, la Knightley ottiene due ruoli molto importanti per la sua carriera: Elizabeth Swann ne “La maledizione della prima luna” (2003) e Juliet in “Love Actually” (2003). Nel primo, diretto da Gore Verbinski, è l’affascinante figlia del governatore che, con i suoi occhi da cerbiatto, fa girare la testa al pirata Jack Sparrow (Johnny Depp) e all’amico Will Turner (Orlando Bloom). Il film ottiene un successo enorme al box office, tanto che ne verranno girati due sequel: “Pirati dei carabi – La maledizione del forziere fantasma” (2006) e “Pirati dei Carabi – Ai confini del mondo” (2007). Attraverso queste pellicole e la parte nel corale “Love Actually”, accanto a Hugh Grant e Liam Neeson, Keira si rivela una delle giovani attrici più promettenti di Hollywood e riceve copioni sempre più interessanti. E’ questo il caso di “King Arthur” (2004), nel quale Antoine Fuqua la chiama per diventare Ginevra in una riproduzione non troppo fedele della saga di Re Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda. Per questo personaggio l’interprete si esercita quattro giorni a settimana per tre mesi imparando così a cavalcare e a combattere.
L’anno successivo la Knightley recita in “The Jacket”, diretto da John Maybury, con il premio Oscar Adrien Brody nei panni di un veterano della guerra in Iraq. Contemporaneamente offre forse una delle sue prove migliori nella pellicola di Joe Wright “Orgoglio e pregiudizio”. Con il suo carisma impreziosisce l’ennesima trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo scritto da Jane Austen e infiamma il pubblico nei dialoghi con il signor Darcy (Matthew MacFayden). Grazie a questa interpretazione conquista la prima nomination ai Golden Globes e agli Oscar senza, tuttavia, portare a casa l’ambita statuetta d’oro. Smessi i panni settecenteschi,che tanto le si addicevano, Keira si cala in quelli di Domino Harvey nel biopic “Domino” (2005) diretto da Tony Scott. La sua abilità sta nelpassare con disinvoltura da film in costume a thriller mozzafiato: in “Domino” è una modella, rampolla di una famiglia bene, che si trasforma in spietata cacciatrice di taglie. A questo suo lavoro molto apprezzato dalla critica seguono i due sequel dei “Pirati dei Caraibi” sempre diretti da Verbinski, che sbancano i box office internazionali.
Nel 2007 esce “Seta”, tratto dal romanzo di Alessandro Baricco, in cui veste i panni di Hélène Fouquet, moglie dell’allevatore di bachi da seta Hervé Joncour (Michael Pitt). Nello stesso anno ritrova il regista Joe Wright, che la dirige in “Espiazione”, dramma ambientato in Inghilterra agli inizi del ‘900. Il film viene presentato alla 64ma Mostra internazionale del cinema di Venezia ma non si aggiudica premi, mentre la protagonista conquista nomination ai Golden Globes e ai BAFTA. Risale allo stesso periodo la polemica con il giornale “Daily Mail”, da lei citato in giudizio per aver diffuso voci che la volevano malata di anoressia. Persino la madre dell’attrice, Sharman MacDonald, è scesa in campo testimoniando che Keira ha ereditato il fisico esile di suo padre e che non conosce la parola “dieta”. Dopo aver vinto la causa, la protagonista di “Orgoglio e pregiudizio” ha donato il ricavato ad un’associazione che si occupa di disordini alimentari.
Nel 2008 recita in una pellicola sulla vita del poeta Dylan Thomas, la cui sceneggiatura è stata scritta dalla madre: “The Edge of Love”. Sul set ritrova la sua amica Sienna Miller e viene di nuovo diretta da John Maybury. Ancora un ruolo in costume attende Keira Knightley nello stesso anno: “La Duchessa”, tratto dalla biografia di Georgiana Spencer, duchessa del Devonshire e antenata di Lady Diana. Il film, che la vede recitare accanto a Charlotte Rampling e Ralph Fiennes, mette in scena la triste vita della nobildonna inglese e offre alla Knightley una parte non facile, che le consente di far trasparire, dai suo grandi occhi color nocciola, allo stesso tempo sia la fragilità che la vivacità di Georgiana. La pellicola è stata presentata dal regista Saul Dibb alla terza edizione del Festival Internazionale del Film di Roma e si è aggiudicata l’Oscar ai Migliori Costumi nel 2009.
Tanti gli impegni per Keira nel 2010: dall’ambizioso “King Lear” con Anthony Hopkins, Gwyneth Paltrow e Naomi Watts a “The Beautiful and the Damned” di John Curran, basato sulla storia d’amore tra lo scrittore americano Francis Scott Fitzgerald e Zelda Sayre, oltre al fantascientifico "Never Let Me Go" dove lavora nuovamente con Charlotte Rampling. A volte si tende a dimenticare che questa attrice, ormai affermata a livello internazionale, sia ancora giovanissima e che in pochissimo tempo sia riuscita ad aggiudicarsi ruoli molto ambiti passando connaturalezza dai film d’azione a quelli storici. Di certo l’aiutano il fisico longilineo ed elegante, il viso molto particolare con zigomi pronunciati, mascella larga ed occhi grandi (che le hanno permesso anche di diventare testimonial di successo per Chanel). Tuttavia in ogni sua prova si percepisce un grande talento e una forte passione per la recitazione, attributi che Keira possiede da quando era bambina. I britannici (e non solo) l’adorano: basti pensare che, nel 2004, la Royal Shakespeare Company di Stratford, città natale del drammaturgo, bandì un concorso per trovare gli interpreti ideali di Romeo e Giulietta e, a furor di popolo, Keira Knightley ne uscì vincitrice, battendo attrici del calibro di Nicole Kidman e Kate Winslet. Questa esile ragazza ha carisma da vendere e si vede!
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