Kathryn Bigelow - Biografia
Bigelow è una regista americana conosciuta per l'originalità dei suoi film d'azione
(San Carlo, 27 Novembre 1951)
Kathryn Bigelow, nata il 27 novembre 1951, a San Carlos in California, è una regista americana, conosciuta soprattutto per l’originalità dei suoi film d’azione.
Nata in una famiglia della classe media, la Bigelow comincia a studiare arte a San Francisco, prima di ricevere una prestigiosa borsa di studio dal Whitney Museum.
Negli anni Settanta decide di lasciare gli studi di belle arti e dedicarsi al cinema, riuscendo a farsi ammettere nell’ancor più prestigiosa Columbia University, a New York. Fin dall’inizio si interessa ai film di genere, anche se in modo innovativo e critico.
Il suo corto di esordio, “The Set-Up” (1978), è una specie di riflessione sull’action movie, mentre il suo primo lungometraggio “The Loveless” (1982), parla di una banda di motociclisti. Nel 1987 la regista dirige “Il buio si avvicina”, uno strano horror con vampiri, ambientato nel West. La pellicola viene apprezzata dalla critica e gode di un buon successo di pubblico.
L’inizio degli anni Novanta risulta essere un periodo d’oro per la Bigelow, che intanto ha una relazione con James Cameron, che diventerà presto suo marito. Il successivo “Blue Steel – Bersaglio mortale” (1990), è un poliziesco innovativo, che ha per protagonista un’inedita Jamie Lee Curtis, nel ruolo di una poliziotta sospesa dal servizio dopo una sparatoria. Una cifra caratteristica della Bigelow è proprio quella di mettere in scena personaggi femminili forti.
In “Point Break” (1991) dirige Patrick Swayze e Keanu Reeves, quest’ultimo nei panni di un agente speciale che si infiltra in una banda di surfisti-criminali, facendosi coinvolgere nel loro stile di vita sopra le righe. Il film, apprezzato negli USA, apre la strada al progetto di “Strange Days” (1995), probabilmente il lavoro più ambizioso della regista, che intanto ha divorziato da Cameron. “Strange Days” è un thriller fantascientifico ambientato nel futuro prossimo, quando una tecnologia innovativa permette di registrare le sensazioni e i pensieri delle persone. Con un gran dispiego di effetti speciali e con un cast che include Ralph Fiennes e Angela Bassett, la pellicola, densa di riflessioni meta-cinematografiche, assurge allo status di cult in Europa, tanto da essere citato nel titolo di una canzone di Franco Battiato. Il risultato al botteghino, specialmente negli USA, è però deludente e il periodo di fama della Bigelow sembra al tramonto.
Nessuno dei lavori successivi, “Il mistero dell’acqua” (2000), un cupo thriller psicologico ambientato su una piccola isola, e “K-19” (2002), un film d’azione con Harrison Ford ambientato in un sottomarino nucleare sovietico, riesce a farle riguadagnare i favori del box office, nonostante si tratti indubbiamente di opere interessanti e ben realizzate.
Nel 2008 la Bigelow ha presentato in concorso a Venezia la sua ultima fatica: “The Hurt Locker”, ricostruzione della guerra in Iraq dal punto di vista di un artificiere in perenne lotta controgli ordigni piazzati dai terroristi. Il lungometraggio ha ottenuto il favore del pubblico e l’interesse della stampa americana, visto anche il tema scottante, tanto che agli Oscar 2010 si è aggiudicato ben 6 statuette (miglior sceneggiatura originale, miglior montaggio, miglior sonoro, miglior montaggio sonoro, miglior regista e miglior film), sbaragliando il diretto rivale, "Avatar" dell'ex marito Cameron.
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