L’arte viva di Julian Schnabel

L’arte viva di Julian Schnabel – Recensione: Un documentario su un artista a tutto tondo
L'arte viva di Julian Schnabel regista

Dopo aver messo a nudo Jeff Koons e Richard Serra, il regista napoletano Pappi Corsicato gira un documentario sul vulcanico Julian Schnabel, regista del commovente “Lo scafandro e la farfalla”, nonché rappresentante del neo espressionismo astratto americano, soffermandosi così su un pezzo di storia dell’arte contemporanea. Tante le star presenti nella pellicola, da Al Pacino a Willem Dafoe, solo due dei tanti amici illustri di questo artista che ha segnato con le sue tele enormi l’arte del suo tempo.

Ha una fisicità imponente - come il suo ego e le sue opere, direbbe qualcuno - Julian Schnabel di origine ebraica, cresciuto tra Brooklyn e l’immenso Texas, con alle spalle un’adolescenza selvaggia e un grande passione per il surf scoperta in Messico, dove ha una grande casa. Pappi Corsicato lo ha seguito per circa due mesi nella sua vita quotidiana, casualmente negli ultimi giorni del suo grande amico Lou Reed. Quello che è venuto fuori è un ritratto senza filtri di un outsider dell’arte, che con i sui quadri ha un rapporto quasi fisico.

Julian è elegantissimo nei suoi pigiami di seta, che indossa anche sotto il blazer. Il suo rapporto con l’arte pittorica è basato sul contatto intimo con la tela e i colori. Corsicato esplora anche la dimensione privata del personaggio, che ha una grande famiglia allargata composta da tre mogli e sei figli, che lo ricordano come un padre attento ma non tradizionale.

Il passaggio dall’arte figurativa al cinema con il biopic su Basquiat

L'arte viva di Julian Schnabel pittore

Julian Schnabel si autodetermina come uomo solido, quando decide, non giovanissimo, di passare alla settima arte. Il suo ritratto di Basquiat nella pellicola del 1996 è un omaggio a un artista estroverso e autodistruttivo, morto per overdose come avverrà poco dopo al suo guro Andy Warhol. Con questo lavoro Julian Schnabel pone l'arte nell'arte e Corsicato sottolinea quanto questo modo di lavorare sia proprio di Schnabel, anche quando il soggetto è diverso. Ripercorrendo la sua carriera cinematografica, Pappi Corsicato si sofferma poi sul pluripremiato "Lo scafandro e la farfalla" con uno straordinario Mathieu Amalric imprigionato in un corpo che non risponde più ai comandi e lascia l'anima libera di vagare e trovare una nuova prospettiva della realtà.

Nel documentario i quadri di Schnabel prendono corpo nelle riprese in soggettiva del protagonista in una grande onda blue cavalcata da un surf e con una grande linea bianca, il suo segno distintivo.

L’uomo e l’artista che Pappi Corsicato ci racconta in “L’arte viva di Julian Schnabel” è un prezioso documento su un periodo storico che va dagli ’80 ai ’90 quanto mai importante per l’arte contemporanea cavalcata egregiamente da questo uomo controverso eppur affascinante del suo palese egocentrismo.

Giulia Sessich

  • Regia: Pappi Corsicato
  • Cast: Laurie Anderson, Hector Babenco, Jean Michel Basquiat, Bono, Mary-Bonner Baker, Willem Dafoe, Jeff Koons, Al Pacino, Lou Reed, Julian Schnabel
  • Genere: Documentario
  • Durata: 84 minuti
  • Produzione: USA, Italia 2017
  • Distribuzione: Nexo Digital
  • Data di uscita: 12 dicembre 2017

L'arte viva di Julian Schnabel poster itaRitratto di uno dei più importanti artisti di fine Novecento e inizio Duemila, "L'arte viva di Julian Schnabel" ripercorre la vita e la carriera di Julian Schnabel, regista e pittore newyorkese apprezzato in tutto il mondo. Un progetto voluto fortemente dal regista italiano Pappi Corsicato, che ha ripreso l’artista durante la sua quotidianità, nella sua casa e nel suo studio, recuperando anche vecchi filmati, video inediti e intervistando famigliari e amici.

L’evento da cui parte il regista è la morte del caro amico di Schnabel, il cantante Lou Reed, avvenuta mentre prepara la sua retrospettiva  alla fondazione Peter Brant in Connecticut. Il dolore diventa l’elemento centrale di tutta l’opera, una guida verso le sue radici, le sue prime esperienze e quelle ispirazioni artistiche che l’hanno portato ad essere ciò che è oggi.

"L'arte viva di Julian Schnabel", numerose personalità celebrano il grande artista

Uno sguardo nella vita del regista di “Miral” mediato dai racconti di Julian stesso e dalle testimonianze dei suoi più cari amici, tra questi Al Pacino, Jeff Koons e Christopher Walkern. Ne "L'arte viva di Julian Schnabel" una grande attenzione è riservata alle sue opere e alle diverse preparazioni delle sue mostre, come quella di Miami e San Paolo.

Oltre alla sua vita lavorativa, Corsicato con "L'arte viva di Julian Schnabel" mette in scena anche il rapporto dell’artista con la sua famiglia e i figli, attraverso le loro vacanze e la vita di tutti i giorni. Non mancano, inoltre, aneddoti divertenti e situazioni surreali di cui è stato protagonista Schnabel.

Più che la sua grandezza e l’aura del grande artista, “L'arte viva di Julian Schnabel” celebra la vita di un semplice uomo, con i suoi pregi e difetti, un’incursione nella sua esistenza privata e artistica, evitando esaltazioni incondizionate e adulazioni inutili.

 

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