Joseph Fiennes - Biografia
Joseph Fiennes, bello e dallo sguardo penetrante, ci ha regalato alcune intense interpretazioni di successo, attirando l'interesse di registi cinematografici di importanza mondiale..
(Salisbury, Wiltshaire, Inghilterra, 27 maggio 1970)
Discendente di una nobile e antica famiglia, Joseph Alberic Fiennes nasce il 27 maggio del 1970 a Salisbury, nel Wiltshaire, in Inghilterra. È il minore di sei fratelli, tutti attivi nel mondo dello spettacolo, ha anche un fratello adottivo archeologo. Il padre Mark è un ottimo fotografo autodidatta, che ha abbandonato la coltivazione e l’allevamento per poter dare alla numerosa famiglia un tenore di vita più alto, la mamma, Jini, pittrice e scultrice di talento, è morta nel 1993 per un tumore.
Dopo un periodo trascorso in Irlanda, dove la coppia comprava vecchi ruderi ai quali ridava la vita per poi rivenderli, la famiglia fa ritorno in Inghilterra. Joseph si diploma alla Scuola d’Arte di Suffolk, studia recitazione alla famosa London’s Guidhall School of Music and Drama, ottenendo il diploma nel 1993, e contemporaneamente fa parte dello Young Vic Youth Theatre.
È subito attivo in teatro e in tv, mentre l’esordio cinematografico avviene nel 1996 con “Io ballo da sola” di Bernardo Bertolucci, con Liv Tyler, e, nonostante il suo sia un piccolo ruolo, gli permette comunque di conquistare la stima dei registi, infatti le proposte di lavoro arrivano copiose.
Il 1998 è un anno d’oro per l’attore, forse irripetibile, gira tre pellicole che lo fanno conoscere al grande pubblico: la commedia di Nick Hamm “Martha da legare”, “Elizabeth” di Shekhar Kapur, dove interpreta il Conte di Leicester, amante della futura regina, e “Shakespeare In Love” di John Madden, conGwyneth Paltrow, vincitrice del premio Oscar, dove veste i panni del famoso drammaturgo. Il film è un successo, e le opportunità per Joseph continuano ad aumentare, ma il ragazzo preferisce prendere impegni teatrali a Londra, scegliendo di lavorare per il cinema solo in produzioni autoriali.
Nel 1999 lo troviamo in “Forever Mine - Le due verità” di Paul Schrader, l’anno successivo in “Il nemico alle porte” di Jean Jacques Annaud, presentato al Festival di Berlino, film sull’assedio di Stalingrado, a fianco di Jude Law. Lo stesso anno recita in “Racid Alluminium” di Edward Thomas, un black-movie a basso budget alquanto godibile. Nel 2001 è in “Dust” di Milcho Manchevski, presentato a Venezia, dove è uno di due fratelli che si contengono la stessa donna, nell’America dell’inizio del secolo scorso.
Nel 2002 è diretto da Chen Kaige in “Killing me Softly”, mentre nel 2003 è il protagonista di “Luther” di Eric Till. Il 2004 è l’anno de “Il mercante di Venezia” di Michael Radford, a fianco di Al Pacino e Jeremy Irons. Nel 2005 partecipa a due action-movie, “Man To Man” e “Un pugno di eroi”, e nel 2006 a “Il colore della libertà” di Bille August, nel ruolo di Robert Island, il secondino che ha in custodia Nelson Mandela durante gli anni di carcere. La pellicola è tratta dal suo libro autobiografico, e mostra il percorso interiore che vive quest’uomo. Nel 2009 è sugli schermi in “Flash Forward” e in “Vivaldi”.
Impegnato in tante associazioni umanitarie, soprattutto per aiutare i poveri in Africa, e nella lotta del cancro al seno, cha causò la morte di sua madre, Joseph, mix intrigante di sensualità e talento, nel privato è molto schivo e riservato e non ama la mondanità, neanche se è funzionale alla presentazione dei suoi film. Ama invece la musica jazz e leggere. È vegetariano e attualmente vive a Londra, si sposta in metropolitana e fa la spesa, come un londinese qualsiasi.
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